Recensione
Elisabetta Bolondi, www.sololibri.net, 24/12/2013

Canti di Natale, tradizione e speranza

Paolo Prato insegna a Roma Storia della musica e culture giovanili, alla prestigiosissima Università Gregoriana, diretta dai Padri Gesuiti. Ora pubblica questo volume denso e composito dal titolo “ I canti di Natale ” ma il cui sottotitolo ne descrive l’ampiezza dell’indagine: Da «Jingle Bells» a Lady Gaga.

Il libro è strutturato su otto grandi capitoli, all’interno dei quali l’autore distribuisce il frutto dei suoi studi e delle sua ricerca: si parte da “Carols e folk songs” e poi via via vengono descritte le varie declinazioni in cui, in varie lingue e culture, si sono affermate le tradizioni natalizie, dalle più universalmente conosciute a quelle minori scoperte e raccontate dall’autore in queste pagine.

Dal punto di vista grafico il libro è ricchissimo: prendiamo ad esempio le pagine 32-33. Sulla sinistra troviamo il titolo in rosso, We Wish You a Merry Christmas (tradizionale), a cui segue una breve spiegazione del testo (si tratta di una carola tradizionale del XVII secolo che i bambini cantavano chiedendo l’elemosina ai passanti), a cui segue un elenco di incisioni discografiche, la possibilità di ascoltare la versione ambrosiana sullo smartphone, mentre sulla pagina di destra viene riproposto lo spartito, le parole del testo in inglese e in traduzione, e un’immagine d’epoca ad illustrare l’atmosfera. Questo metodo si ripropone per le oltre 250 pagine del libro, vivamente consigliato agli studiosi e agli appassionati di musica, classica e popolare.

La pagina 172 è dedicata al classico di Natale per eccellenza, “Tu scendi dalle stelle”, del nobile Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vissuto all’inizio del ‘700. Il canto, composto verso il 1755, divenne caposaldo del repertorio dei suonatori ambulanti, soprattutto zampognari, uscendo ben presto dal territorio del Regno di Napoli, per divenire patrimonio nazionale e presto anche europeo. Il suggerimento è di ascoltarlo sullo smartphone nell’edizione di Claudio Villa del 1958, mentre vengono anche pubblicate copertine dei dischi dei principali cantanti italiani che l’hanno incisa (Caterina Valente, Renata Scotto, Andrea Bocelli, Claudio Baglioni) e, ovviamente, lo spartito originale, sul Tempo di Barcarola. Dopo capitoli dedicati al Natale nel mondo, alle Ninne nanne e canzoncine per bambini, alle Christmas song nell’età dell’oro (orgia di Bing Crosby, Frank Sinatra, Dean Martin, Elvis Presley, Michael Bublé, Nat King Cole, Tony Bennet, Doris Day, fino a Lady Gaga), dove non mancano parole e spartiti delle celeberrime White Christmas, Let it snow, I heard the Bells on Christmas Day), il libro si conclude con il capitolo “Natale pop, Natale rock”.

Inghilterra, 1971: il pacifismo incontra il Natale. John Lennon e Yoko Ono compongono e lanciano Happy Xmas (The war is over), che diviene un successo planetario e fa parte delle playlist di tutte le radio anche fuori del tempo natalizio. Le parole di questa canzone sono altrettanto commoventi, almeno per qualche generazione che ha vissuto gli anni della guerra in Vietnam e del ’68, quanto quelle dei canti religiosi di fine settecento…

”A very merry Christmas and a Happy New Year, Let’s hope it’s a good one, Without any fear”. Un canto di speranza, di gioia, di cui non solo a Natale abbiamo vero bisogno!