Recensione
Elisabetta Bolondi, www.sololibri.net, 14/12/2013

Parlare di morte ai piccoli.....con la fantasia

Come parlare della morte della mamma a una bambina di pochi anni? Come riuscire a parlare della morte, ci si chiede spesso fra adulti. In questo bellissimo albo illustrato l’artista norvegese Stian Hole rovescia il problema: è Anna, una bambina bionda di forse otto anni, che ha perso la mamma, ad aiutare suo padre a rispondere ad una domanda impossibile e lo fa trascinandolo in un viaggio della fantasia alla ricerca di un paradiso come lei lo immagina e come riesce a raccontarlo a suo padre, che stringe gli occhi per non piangere.

“Le nuvole hanno fretta, proprio come te. Se chiudo gli occhi vedo un sacco di cose” Così pensa Anna, mentre il padre, rattristato e infelice, guarda nel vuoto. Eppure sarà proprio la ragazzina dai lunghi capelli biondo-castani a trasportare il padre nel viaggio fantastico che permetterà loro di incontrare i morti. Volano i due, abbracciati, facendosi domande esistenziali:

”Come fa Dio a tenere d’occhio tutti?”

”Forse Dio sta diventando smemorato come la nonna” dice Anna e ancora

“Guarda, Papà, c’è un buco nel cielo. Dai, saltiamoci”. Ecco dunque padre e figlia nuotare nel profondo oceano oppure raggiungere il mondo degli invisibili. Ma Anna non riesce a vedere la mamma da nessuna parte, forse la immagina impegnata a tagliare le erbacce del paradiso oppure seduta a tavola, tutta ben vestita, con amici che non vedeva da tempo, o forse in biblioteca... sì, perché nel paradiso di Anna c’è una grande biblioteca piena di volumi, che serve anche a Dio, quando ha dimenticato qualcosa. Padre e figlia devono ormai tornare a casa, alla vera vita, e Anna consiglia di fare come i gatti che pur cadendo dal nono piano riescono a cadere in piedi. Finalmente, dopo questa esperienza fantastica vissuta con la sua bambina, il papà riesce a sorridere.

Bruno Berni, già traduttore degli altri libri di Stian Hole, qui riesce a trasmettere la leggerezza e la poesia che sono una caratteristica del linguaggio che lo scrittore-artista riesce a dare ai bambini protagonisti delle sue storie. Garmann, le sue amiche gemelle, e ora Anna sono bambini veri, con le caratteristiche e i gusti dei bambini della loro età, con il loro quotidiano fatto di crostate di fragola, visite ai nonni, punture di zanzara, liste della spesa. Ma c’è anche un mondo magico, pieno di immagini coloratissime, di assenza di coordinate spazio-tempo, di alto e basso, di realtà e fantasia. Le pagine dell’albo sono assolutamente originali, disegnate con una tecnica mista, un po’ fotografia, un po’ collage, un po’ assemblaggio, un po’ disegno puro. Pagine sulle quali lo sguardo si ferma con curiosità, cercando di captare i dettagli, curatissimi, che testimoniano un impegno serio nel raccontare per immagini, che arrivano direttamente al cuore del lettore, piccolo o grande. Un giornalista di Famiglia Cristiana suggeriva Stian Hole per un premio Nobel alla letteratura per l’infanzia. Sarebbe davvero meritatissimo!