Recensione
Luciano Santin, Il Messaggero Veneto, 06/12/2013

Berlusconi nefasto , Paese da ricostruire

L’eco emotiva destata dall’incidente della Costa Concordia, più che alla gravità del fatto, si deve probabilmente alla sua forza simbolica. È apparsa, la nave incagliata al Giglio, come l’epitome di un Paese finito nelle secche mentre in plancia si faceva baldoria invece di badare alla rotta. Guarda caso, si intitola Diario di un naufragio. Italia 2003-2013 il nuovo libro di Guido Crainz, udinese, docente di storia contemporanea e firma del Gruppo Repubblica- Espresso: una raccolta chiosata di pezzi che arriva sino all’ottobre scorso, note piantate nell’attualità che si compongono però in un coerente e ineluttabile sprofondare. Professor Crainz, un anno fa è uscito Il Paese reale, conclusione di una trilogia sulla storia italiana recente. Perché un nuovo libro? E perché lamisura deiduelustri? «Non c’è una periodizzazione storica. Semplicemente ho cominciato a scrivere per i giornali nel 2003, cominciando proprio con il Messaggero Veneto. In quanto a Il Paese reale, il suo vero punto d’arrivo è il ’94, anche se c’è una postfazione. Diario diunnaufragio è invece un racconto sull’oggi, i cui giudizi fondamentali sono però quelli espressi a caldo. Riprendendo inmano ciò che ho scritto in questi dieci anni, mi hanno colpito l’evidenza, la chiarezza, la prevedibilità degli sviluppi nefasti legati alla vittoria di Berlusconi, anch’essa prevedibile, a inizio anni 90, per la sua capacità di avvantaggiarsi della crisi dei partiti e di interpretare alla grande il peggio degli anni 80». Un deteriorarsi del peggio che non è colpa solo della classe dirigente... «No, le responsabilità sono diffuse. Nel ’92 si volle credere che bastasse sgombrare il campodalla classe politica di allora per garantirsi onestà e buona amministrazione. Invece da allora le cose sono peggiorate. Ci sono stati gli scandali che hanno toccato le Regioni, trasversalmente e con rare eccezioni. Ma– è notizia di pochi giorni fa – ci sono anche i giovani di famiglie agiate, con piscina e Ferrari in garage,che si assicurano sgravi e agevolazioni universitarie dichiarando false condizioni di disagio. Si parla di un 60% degli accertamenti risultati positivi». Quindi non è sufficiente che Berlusconi decampi, ammessoche ciò avvenga? «Due osservazioni: la prima è che fa ridere chi parla di “destra normale” per Ncd: Alfano non è un omonimodell’autore del lodo, Formigoni non è un lontano parente dell’ex presidente della Regione Lombardia. La seconda è anche più preoccupante: nel dicembre ’94, parlando di Berlusconi, Sandro Viola disse: il suo governo cadrà, ma non sorgerà l’alba di un giorno nuovo e radioso; stagneranno i miasmi tossici di questi mesi. Poi i mesi sono diventati decenni, e se vent’anni fa bastò un avviso di garanzia a minare la credibilità di Craxi e a costringerlo a tentare la difesa con un ampio discorso politico in Parlamento, oggi Berlusconi, condannato in tre gradi di giudizio, organizzauncomizio in cui paragona i giudici alle Br, e la sua popolaritànonviene intaccata». C’è bisogno di ripartire da zerooquasi,comenel ’45? «Io parlo di Ricostruzione, con la maiuscola. Sul piano economico, perché i dati che ci vengono forniti sono ogni giorno più impressionanti, ma prima ancora su quello civile e morale. Bocca ha scritto che nel ’45 eravamo in un momento disperato, e molto più divisi di adesso, ma avevamo la volontà di essere noi stessi, nel bene e nel male. Poi questa voglia ci è uscita dal corpo. Chi ha vissuto il clima di Italia ’61, e quello del centocinquantenario dell’Unità può misurare la distanza che intercorre tra i duemomenti». C’è qualche speranza? La sinistra può riuscire a far ripartire l’Italia? Che ne pensa del confronto Civati-Cuperlo- Renzi? «Nel paese ci sono ancora energie,maservirebbe un progetto che le metta insieme. In quanto alla sinistra, premetto che non voterò alle primarie Pd. Perchénonè stato spiegato cosa è successo nei congressi provinciali, perché non si sa chi sono i 101 che hanno affossato Prodi. Mi fermo qui, anche se un partito che mi dà questa immagine è un partito che avrei difficoltà a votare». Hadeluso i suoi elettori? «Dovrebbe riqualificarsi,ma noncapisceneanche l’urgenza di un’azione del genere. È cieco di fronte al distacco tra gli italiani e il ceto politico. Haimposto ai cittadini misure massacranti, senza preoccuparsi di dare un vero taglio dei costi della politica». Qual è la prima cosa “di sinistra” che si deve fare? «La prima, e la più di sinistra, è far tornare ai cittadini la voglia di votare. La stessa riformadella legge elettorale è marginale rispetto al disamore montante. Purtroppo abbiamo politici che non capiscono quanto sia drammatico un astensionismo al 50%. A meno che non ci sia un’arrière-pensée: l’importante è che gli altri perdanopiù elettori di noi...».