Recensione
Paolo Zaccagnini, http://modestproposalz.blogspot.it, 03/12/2013

Un libro, un grazie di Zaccagnini, e una lettera di Marco Tullio Giordana

CRONACHE DI PIOMBO E DI PASSIONE - GLI ANNI DEL “MESSAGGERO” DI VITTORIO EMILIANI: UN LIBRO, UN “GRAZIE” DI ZACCAGNINI E UNA LETTERA DI MARCO TULLIO GIORDANA 1. GLI ANNI D'ORO DEL ‘MESSAGGERO' RACCONTATI DA VITTORIO EMILIANIPaolo Zaccagnini per il suo blog, http://modestproposalz.blogspot.it ‘'Cronache di piombo e passione'' (Donzelli) e' la storia, appunto, di piombo e passione di alcuni felici, irripetibili anni del mio ex giornale, Il Messaggero di Roma, scritta superbamente dal mio ex direttore Vittorio Emiliani. Dal 1974 al 1987, quando con editto e per volonta' di Benedetto, detto Bettino, Craxi venne rimosso nottetempo da uno zelantissimo Claudio Martelli.

Emiliani venne dopo le direzioni di Italo Pietra, il comandante partigiano che aveva arrestato Mussolini a Salo', e Luigi Fossati. Due galantuonimi. Con e senza la penna in mano. Emiliani ha seguito le loro tracce e quegli anni li ha vissuti lavorando, tanto, con e per lui hanno segnato la mia vita, in benissimo nonostante la sclerosi multipla che mi hanno procurato poi quelli del mio ex posto di lavoro. E per questo ringrazio, sorbole, il predappiese editor Emiliani Vittorio di cui sono stato umile, ma orgoglioso ancora oggi, vice caposervizio del Servizio Spettacoli. Grazie e... at salut, diretur.

Non c'è una delle tue conclusioni - buttate lì di sfuggita, molto sinteticamente e senza mai l'aria di tirarne una morale - con cui non mi trovi d'accordo. Abbiamo avuto simpatia e dispetto per le stesse persone, certo tu da posizioni di immensa esaltante responsabilità, peraltro mai tradita. Quel Messaggero - fiaccato da Gardini e definitivamente demolito da Caltagirone - lo rimpiangiamo tutti, non perché fossimo ragazzi allora e rimpiangiamo l'aitanza e la combattività di cui eravamo provvisti, ma perché era veramente il portavoce di un'Italia all'offensiva, che non accettava la torsione orribile cui è stata sottoposta per tutti gli anni ‘70 e poi ‘80. Non ci sono più quei giornali perché non c'è più quell'Italia lì. Che disperazione, che tristezza. In compenso il tuo libro fa venir voglia di rimboccarsi le maniche, il buon esempio è contagioso. Credo che avrà successo e non solo fra i clerks del mestiere. Oltretutto si legge con grande piacere e i personaggi, tutti, dai giornalisti ai tipografi, ai politici, alla gente semplice, balzano fuori scolpiti nella loro singolarità, ed è abbastanza incredibile se si pensa che il "cast" saranno duemila e più persone. Non mi ero mai reso ben conto di come il Messaggero sia stato la reincarnazione de Il Giorno, il suo allievo fedele. Oggi un giornale così manca, il fighettismo di Repubblica con le sue stizzette e gli snobismi, non mi piace come mi piaceva la veracità "romana" del Mess, una solidità da artigiani come i biciclettai Collalti o Claudio Villa o il liutaio Paralupi, quella Roma sempre allagata dal Tevere che i giornale ha cantato e difeso. Credo che tutti abbiano dovuto renderti l'onore delle armi, prima o poi. Qui hai la riconoscenza e l'affetto enorme di un tuo ammiratore da sempreTi abbraccio forte. Bellisssimo, bravo. Graziemarco tullio P.S. Com'erano tutti meglio, anche le chiaviche... Piccoli, Forlani, perfino de Mita. Fanfani (di cui già mi avevi detto) io l'ho sempre stimato almeno quanto Moro. Che bravo sei stato durante i vari sequestri. Non era facile. Gli altri sono tutti inciampati nei loro crudeli (e inutili) principi. Anzi, nemmeno principi, ma simulazione di principi.