Recensione
Redazione, Fumetto n. 87, 01/11/2013

Fantasie pompeiane

Non capita tutti i giorni di leggere un’opera letteraria responsabile di una im-portante svolta del pensiero scientifico e al tempo stesso testimone di un defi-nitivo dissidio fra due grandi nomi della scienza, personalità fondamentali nella nostra società. Ma è proprio questo quanto è successo al romanzo di Wilhelm Jensen intitolato Gradiva, un’opera che così assunse un ruolo tal-mente inatteso da sorprendere lo stesso autore, tanto da indurlo a rinnegare una tale interpretazione dei suoi contenuti. Il dissidio è quello Carl Gustav Jung, che segnalò il romanzo al suo maestro Sigmund Freud. Il quale dap-prima lo apprezzò al punto da scriversi un saggio; ma in seguito ruppe – per differenti ragioni – con il suo ex allievo. Comunque: Gradiva racconta la fa-scinazione di un giovane archeologo, Norbert Hanold, per un bassorilievo di età romana raffigurante una giovane che cammina. Sulla spinta di quel fasci-no si reca a Pompei, dove “incontra” addirittura la giovane ivi rappresentata. E dopo dialoghi, schermaglie e altro, scopre che la giovane è una sua ex amica d’infanzia, il cui ricordo egli ha totalmente rimosso (concetto che affascinò appunto Freud). La conclusione del romanzo, la saprà solo chi lo leggerà... Per tutte queste ragioni, Gradiva ha notevoli motivi di interesse, sicché ne è mol-to apprezzabile la riproposta attuale da parte dell’editore Donzelli. Il cui inte-resse, da parte nostra, risiede specialmente nel fatto che si tratta di un’edizione riccamente illustrata con disegni di Cecilia Capuana: autrice an-che di una postfazione, intesa a far comprendere il proprio rapporto, quasi morboso, con l’opera stessa. Della quale confessa: «Fumettara d’origine, sono cresciuta ai tempi della «rivoluzione culturale» del ’77, quando l’Arte era bor-ghese: con il fumetto potevo trattare e creare discussioni circa i temi che si di-battevano allora: l’aborto, il divorzio, la sessualità, l’omosessualità, il sadoma-sochismo e così via. In quel momento c’era una forte attenzione verso le don-ne, verso la loro storia, il loro ruolo, la loro identità; un’attenzione che presto tuttavia si dissolse, grazie agli anni di piombo che ci pietrificarono tutti. I tempi cambiati, le riviste chiuse o censurate. Il desiderio di dipingere senza intenti precisi mi riprese, tornai quindi all’amica Pittura... ma lei, Gradiva, pare fuggire ancora». Sull’onda di quel fascino, Capuana ha ora contrappun-tato questa storia con una cinquantina di illustrazioni: gradevolissime, sia per la scelta dei momenti del libro da illustrare, sia per il suo stile: tratti marcati, spesso su sfondi monocromatici, un insieme che ricorda le xilografie o le lino-leografie. Di per sé, il romanzo è ancora oggi godibile, ma sono le immagini con cui lo ha impreziosito Cecilia Capuana a renderlo definitivamente una chicca. (g.b.) Wilhelm Jensen, Gradiva, ed. Donzelli, Roma, 2013, 176 pp., ill a colori di Ce-cilia Capuana, f.to 16x21, cartonato con sovracc., € 23,00.