Recensione
Redazione, Articolo 21, 19/11/2013

Gli anni detti "di piombo"

“Cronache di piombo e di passione” è il titolo del libro che Vittorio Emiliani ha scritto per Donzelli. Sottotitolo “L’altro . Un giornale laico sulle rive del Tevere, 1974-1987”. Volume di circa 360 pagine, da pochissimi giorni in libreria, nel quale l’autore ripercorre in forma narrativa la storia densa e drammatica del Paese negli anni ’70 e ’80 visti dal giornale più antico e allora più diffuso della capitale, protagonista a sua volta di una svolta radicale, laica e di sinistra, al tempo della legge e del successivo referendum sul divorzio.

Sono gli anni detti “di piombo”, nei quali imperversano terrorismo e stragismo che tuttavia non riescono a spegnere politica e partecipazione, ma anzi suscitano, per reazione, la passione e l’impegno riformatore dei cittadini, dei movimenti, dei partiti (leggi, tutte parlamentari, sul divorzio, sull’aborto, sul nuovo diritto di famiglia, sulla psichiatria, sui suoli, sull’equo canone, decreti delegati sulla scuola, ecc.). Mentre si mantiene forte nelle fabbriche la combattività dei sindacati, coi metalmeccanici uniti della FLM. Anni insieme terribili e entusiasmanti, anni di reazione popolare nel solco dell’antifascismo, della difesa della democrazia e dei suoi istituti fondamentali.

Vittorio Emiliani, inviato politico ed economico, d’inchiesta e di attualità, dal ’74 alla fine del ’79 e direttore in via del Tritone dall’80 all’87, racconta nel contesto nazionale e romano, le vicende di un giornale e di una redazione che – come altre di quel periodo – si batte quotidianamente per la propria autonomia politica e professionale, con dignità e coraggio, venendo anche colpita dal terrorismo di estrema destra. Essa afferma la necessità di battere il terrorismo sul terreno politico, contrapponendo ad una “fermezza” gravida di autoritarismi il proprio garantismo laico, la difesa strenua della Costituzione. Un’autonomia che neppure il licenziamento politico del direttore Italo Pietra, nel giugno ’75, è riuscito a indebolire. Una cronaca animata di Roma e dell’Italia vista con occhi laici da un osservatorio molto speciale davanti al quale passano, oltre a violenze, attentati e omicidi, l’epico risanamento delle cento borgate abusive, l’invenzione creativa dell’Estate romana, la nascita dei quartieri, della partecipazione dal basso, i primi consistenti successi dell’ambientalismo, e altro ancora.

Il risanamento integrale del giornale, il suo rilancio diffusionale (fino a superare stabilmente le 300mila copie vendute), non difendono però il “Messaggero” dall’attacco dei partiti, in specie di De Mita, Craxi e Martelli. Il quotidiano è risanato, Montedison no e quindi la proprietà è esposta a ricatti decisivi. Cede soprattutto a quello di De Mita. Il Psi si 2accontenta” di controllare l’ormai decaduto “Giorno”. Con questo baratto politico finisce, nel 1987, anche l’avventura cominciata nel 1974 del giornale laico, democratico, antifascista e garantista.

Emiliani racconta una biografia collettiva, con tanti personaggi, percorsa da una forte carica di autonomia politica, professionale e sindacale vissuta, fra l’altro, nei congressi della FNSI di Rimini, di Pescara, di Bari. Non a caso “Cronache di piombo e di passione” è dedicato dall’autore “a Piero Agostini, Enzo Forcella, Paolo Murialdi e a quanti si sono battuti e si battono per la dignità di questo nostro mestiere”.