Recensione
Gianluca Scroccu, Unione Sarda, 13/11/2013

“Caro Palmiro, tua Nilde” Una donna trasgressiva e l'amore per il leader

“Con tanta freschezza e impeto entrava il tuo sorriso nella mia vita che sembrava tutto rimuovere. Te l'ho detto una sera; come una striscia di sole in una stanza buia”. Così scriveva il segretario del Pci Palmiro Togliatti alla sua compagna Nilde Iotti il 7 agosto 1946. La giovane deputata alla Costituente non fu da meno nel rendere nota pochi giorni dopo la profondità di quel sentimento verso il capo dei comunisti italiani: “Quale Dio ti ha insegnato la strada segreta per cui mi hai conquistato senza che io potessi accorgermene? Per la prima volta io non sono stata più sola e ho sentito cadere le sbarre della mia prigione come per un incanto”. Questi passi ci restituiscono non solo la forza di uno degli amori della politica italiana più famosi della storia del '900, ma soprattutto la complessità di una personalità come quella della prima presidente della Camera dei deputati della storia repubblicana, protagonista del libro di Luisa Lama “Nilde Iotti. Una storia politica al femminile” (Donzelli, pp. 272, € 30). Il volume parte dal racconto della giovinezza della Iotti, con gli studi intrapresi grazie agli sforzi dei genitori, sino alla borsa di studio che le avrebbe permesso di iscriversi alla facoltà di Magistero della Cattolica di Milano dove avrebbe conseguito la laurea con una tesi in storia moderna. Il contesto del Paese, con il fascismo che aveva condotto l'Italia nella seconda guerra mondiale sino alla guerra civile del biennio 1943-45 e il riscatto della Liberazione del 25 aprile 1945, avrebbe travolto la giovane neolaureata. L'impegno nella Resistenza come partigiana è un momento importante che avrebbe fatto da battistrada alla politica.Dopo un'attenzione non banale al cattolicesimo politico di Dossetti, figura centrale nella sua adesione al comunismo sarebbe stata rappresentata da Valdo Magnani, già militante dell'Azione cattolica e poi membro del Pci. Sono frangenti in cui l'impegno femminile si apre a un nuovo protagonismo che avrà l'apogeo al primo voto politico delle donne il 2 giugno 1946, quando il popolo italiano sarebbe stato chiamato a scegliere tra la repubblica e la monarchia oltre ai propri rappresentanti all'Assemblea costituente. Nilde è candidata e viene eletta nella circoscrizione di Reggio Emilia, divenendo una delle 21 donne che avrebbero partecipato alla stesura della Carta costituzionale sino a far parte della prestigiosa Commissione dei 75. L'impegno politico e istituzionale della futura presidente della Camera è forte e tenace, affiancandosi a quello nelle neonate organizzazioni femminili come l'Udi. Un lavoro che per la Iotti sarebbe continuato nei decenni successivi, quando si sarebbe occupata delle pensioni alle casalinghe, dei temi della morale sessuale come la contraccezione e l'aborto, sino al divorzio e alle tematiche femministe di autrici come Simone de Beauvoir. Un percorso non sempre semplice, anch'esso condizionato dalle logiche maschiliste del suo partito sino all'esplosione del Sessantotto. La militanza nel Pci veniva intanto frenata da quell'amore nato tra i banchi della Costituente con Palmiro Togliatti, da cui la divideva una differenza di 27 anni. Una passione forte ma tormentata, vissuta all'inizio in clandestinità ai piani alti di Botteghe Oscure, che la Lama ricostruisce servendosi di un carteggio inedito tra i due amanti. Un sentimento avversato da porzioni consistenti del gruppo dirigente, che mal avevano sopportato l'innamoramento del capo per la giovane deputata reggiana, per la quale aveva definitivamente abbandonato la moglie Rita Montagnana, un rapporto ormai finito tra le tensioni anche per la particolare condizione dell'unico figlio Aldo. Il fatto di essere la nuova compagna del segretario viene pagato a caro prezzo dalla Iotti e non solo per le vignette satiriche e le ironie delle forze avverse al Pci: ben più forti sono infatti le umiliazioni e le resistenze interne al partito, come in occasione della formazione delle liste prima delle elezioni politiche o l'accusa di non essere abbastanza affidabile per via del suo passato cattolico. Senza dimenticare la sua parentela con il citato Valdo Magnani, l'uomo che nel 1951, da segretario della potente federazione di Reggio Emilia, antepose gli interessi nazionali e la difesa della patria italiana a qualsiasi ipotesi di combattere a fianco dell'Unione Sovietica nello scenario ipotetico di un nuovo conflitto mondiale. La Iotti, nonostante tutto, riesce a resistere ed è a fianco di Togliatti nel luglio del 1948 quando il segretario rimane vittima di un attentato, così come nei viaggi in Urss, nella comune scelta di adottare una bambina che sarebbe diventata la loro figlia, sino alla morte del capo del Pci, sopraggiunta nell'agosto del 1964. La scomparsa dell'amato compagno, da cui avrebbe raccolto il famoso Memoriale di Yalta, sarebbe stata l'occasione della sua piena accettazione da parte di quel partito che non le aveva perdonato la relazione, immortalata nelle foto dietro il feretro in prima fila con l'abito nero e il velo, con accanto la figlia Marisa Malagoli e pochi passi più indietro l'attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Da quel momento sarebbero trascorsi quindici anni prima che la Iotti venisse eletta alla terza carica dello Stato, ruolo esercitato con classe, competenza e nel rispetto di tutti i deputati. Gianluca Scroccu