Recensione
Redazione, BlogSicilia, 29/10/2013

In libreria la raccolta integrale delle fiabe siciliane di Pitrè

Torna alla luce, dopo quasi un secolo e mezzo, la straordinaria, per qualità e quantità, raccolta di fiabe siciliane di Giuseppe Pitrè (il più importante raccoglitore di tradizioni popolari dell’Isola, vissuto a cavallo fra ’800 e ’900) nella prima traduzione integrale in italiano moderno.

Si tratta della collezione di storie orali più ricca, e forse più bella, che l’Italia abbia mai avuto, come ebbe a dire Italo Calvino nel 1956 quando selezionando dai repertori di ogni regione italiana le 200 fiabe a suo giudizio più significative, ben 40 le attinse proprio all’opera di Pitrè. Da Giufà a La volpe Giovannina, da Rosmarina a Cola Pesce… sono storie di fate e di giganti, di maghi e di contadini, di sciocchi e di furbi. Sono racconti di fichi e zafferano, di fontane e giardini incantati. Sono il cuore pulsante di una Sicilia del tempo che fu.

Eppure questa raccolta è a tutt’oggi sconosciuta, perché Pitrè aveva scelto di trascrivere le fiabe nel dialetto siciliano ottocentesco in cui gli erano state raccontate e così facendo le aveva rese sì immortali ma indecifrabili ai lettori italiani.

Grazie alla collaborazione tra Donzelli Editore e Fondazione Sicilia, che ha patrocinato il progetto editoriale, questa raccolta esce finalmente in libreria in una doppia edizione, una più grande in 4 volumi con il testo siciliano a fronte dal titolo Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani (cofanetto in 4 volumi, pp. 2875 – € 165,00); una più piccola dal titolo Il pozzo delle meraviglie. 300 fiabe, novelle e racconti popolari siciliani (pp. XXIV-806 – € 30,00).

Entrambe le opere si avvalgono della traduzione di Bianca Lazzaro e della cura di Jack Zipes, esperto di fama internazionale e autore di decine di studi e ricerche sulla fiaba. L’intera opera è stata presentata ieri a Palermo, presso la Società Siciliana per la Storia Patria e verrà presentata oggi alla Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani.

“Per un editore come Donzelli la doppia edizione delle Fiabe di Pitrè corrisponde a un obiettivo esaltante: mettere in circolazione un tesoro assoluto della letteratura popolare, vorrei dire senza mezzi termini un monumento della tradizione culturale italiana, sottraendolo a un oblio che dura da quasi centocinquanta anni. Per fare questo si trattava di tradurre, per la prima volta integralmente e nel modo più rigoroso, queste 300 storie dal siciliano all’italiano, rispettando il ritmo della narrazione orale, restituendo il gusto del parlato, e ricostruendo – senza facili concessioni a qualche finto sicilianismo – i colori e il calore di un contesto.” afferma Carmine Donzelli.