Recensione
Redazione, Palermomania, 27/10/2013

Presentazione de "Il pozzo delle meraviglie" a Palermo

Domani alle ore 12.30 a Palazzo Branciforte, via Bara all’Olivella 2, Palermo, si terrà la conferenza stampa di presentazione del volume ‘Il pozzo delle meraviglie’, 300 fiabe, novelle e racconti popolari siciliani (edito da Donzelli e promosso dalla Fondazione Sicilia) che ridà vita e visibilità all'intera opera di Giuseppe Pitrè. Intervengono: Giovanni Puglisi, Presidente Fondazione Sicilia, Carmine Donzelli, Editore, Bianca Lazzaro, Donzelli editore, traduttrice dell’opera

Preso dalla rabbia, il Reuccio lecca la sciabola, e dice:“Ah, com’è dolce il sangue di mia moglie! Ora m’ammazzo! E chi mi tiene più, ora che ho perso questa moglie così dolce?”. Il vaso di basilico Fiabe di reginelle e di re, fate e animali, giganti e mamme draghe, diavoli e maghi; storie di sciocchi e furbi, megere ed eremiti, amori e dispetti, astuzie e ruberie, botole e sotterranei, travestimenti e fughe; e poi ancora giardini e fontane, fichi e melagrane, sale e zafferano, olio e basilico, ricotta e sangue… Impossibile enumerare le meraviglie che attendono i lettori in fondo a questo pozzo. Ben 300 fiabe a fronte delle 200 messe insieme dai fratelli Grimm, per citare l’esempio più illustre. Pochi lo sanno, infatti, ma la raccolta di storie orali più ricca ed estesa che l’Italia abbia mai avuto la si deve a Giuseppe Pitrè, una figura straordinaria di medico e folklorista, che a bordo di un calesse le andò a raccogliere una per una dalla viva voce dei popolani di mezza Sicilia. Non a caso nel 1956, quando Calvino raccolse dai repertori di ogni regione le 200 Fiabe italiane a suo giudizio più belle e rappresentative, ben 40 le attinse proprio all’opera di Pitrè – da Giufà a La volpe Giovannina, da Rosmarina a Cola Pesce. Eppure, a meno dell’incursione calviniana, questa raccolta è a tutt’oggi pressoché sconosciuta al pubblico italiano, poiché Pitrè aveva scelto di trascrivere le fiabe nel dialetto siciliano ottocentesco in cui gli erano state raccontate da quei popolani, e così facendo le aveva rese indecifrabili ai lettori italiani. Dopo quasi un secolo e mezzo, questa edizione, introdotta dal massimo studioso internazionale della fiaba, Jack Zipes, e illustrata dal talento di Fabian Negrin, è la prima traduzione integrale in italiano moderno delle fiabe di Pitrè. Una traduzione che riversa fedelmente nel parlato di oggi tutta la ricchezza espressiva di una lingua dialettale antica e dischiude ai lettori grandi e piccoli un immaginario che non ha eguali. AUTORE Giuseppe Pitrè fu il più importante raccoglitore e studioso europeo di tradizioni popolari del XIX secolo. Medico di professione, e folklorista per vocazione, sin dagli anni giovanili intraprese un’intensa attività di raccolta di ogni possibile materiale: canti, proverbi, giochi, usanze, indovinelli e soprattutto fiabe. Questo immane sforzo cominciò a concretizzarsi, a partire dal 1870, nella realizzazione di una monumentale opera in 25 volumi, la “Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane”. Di questa serie fanno parte i quattro volumi di Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani, editi nel 1875. Assiduo corrispondente dei maggiori studiosi del mondo, nel 1910 l’Università di Palermo gli affidò la prima cattedra di Demopsicologia, disciplina di cui fu il riconosciuto fondatore.