Recensione
Claudio Barchesi, www.almanacco.cnr.it, 21/10/2013

L'Italia del boom diventa crossmediale

'Avevamo la luna’ è un libro cartaceo-cross mediale scritto da Michele Mezza, giornalista Rai, che tratta della storia industriale e politica dell’Italia negli anni compresi tra 1962 e il 1964. L’autore lo definisce: “un e-book all’italiana, dove la carta torna a essere una piattaforma flessibile e maneggevole”. Il volume infatti è cartaceo, ma per approfondire i temi trattati basta inquadrare con uno smartphone i Qr code (pittogrammi che inquadrati dall’obiettivo di uno smartphone si trasformano in hyperlink immediati per il browser) a margine della pagina. Il libro diventa così un punto di partenza per un infinità di rimandi.

Gli anni raccontati dal volume sono per l’Italia ricchi di eventi. Il nostro Paese, osserva Mezza, conobbe in quegli anni uno sviluppo straordinario: furono anni di industrializzazione, di sogni, di boom economico e demografico. Anni in cui nacquero prodotti industriali che promossero l’icona del made in Italy in tutto il mondo, come la Lancia Aurelia e la Alfa Romeo Giulia, simboli della rinascita italiana all’insegna della bellezza. Anni di grande fermento culturale, di fiorente letteratura e di un’industria cinematografica animata da grandi registi e interpreti.

Era un Italia giovane, che voleva “sorpassare sorridendo” a bordo di una auto sportiva, ma che concluse presto la sua avventura uscendo di strada. Così come accade Vittorio Gassman nel 'Sorpasso’ di Risi, che l’autore ha voluto in copertina, a simboleggiare il sapore di quegli anni. ”L’Italia si trovava in posizione per lanciare un grande sprint vincente verso la modernità, ma lo starter, invece di sparare in aria per dare in segnale ai concorrenti, sparò al nostro velocista, e non a salve”.

Tra il '62 e il '64, “molto iniziò e tutto finì”. La cessione della divisione elettronica dell’Olivetti alla General Electric e le vicende del caso Mattei e dell’Eni sono per l’autore le emblematiche occasioni perdute di un triennio in cui il ruolo e lo status del Paese potevano realmente mutare, ma dove la mancanza di una classe politica lungimirante e intelligente rese impossibile un nuovo Rinascimento.

Il libro identifica in questo cronotopo il punto di svolta dell’economia italiana e nella costante attitudine dell’Italia alla “dissipazione tecnologica” la cause dei nostri guai attuali. In Italia il vero bipartitismo, secondo l’autore, è da sempre quello tra conservatori e innovatori. Tra chi vuole che tutto resti uguale e chi crede nel talento, nel genio e nella creatività genetica del Paese.

Ogni capitolo del libro è sorretto dalla testimonianza di un opinion leader che riflette sulle occasioni di ieri e i problemi di oggi: Giuseppe De Rita e Franco Ferrarotti, Alfredo Reichlin ed Elserino Piol, Antonio Pizzinato e monsignor Luigi Bettazzi, Paolo Sorbi e Claudio Martelli.