Recensione
Rocco Di Blasi, Il Salvagente, 17/10/2013

Il Pd e la sindrome dell’isola di Pasqua

Siamo sicuri che il Pd non farà la fine della popolazione dell’isola di Pasqua, descritta da Jared Diamond, illustre docente di geografia dell’Università della California, nel saggio “Collasso” in cui prende in esame le forme di crisi dei popoli nel corso della storia? Cosa è successo agli antichi abitanti dell’isola, che scomparvero dalla sera alla mattina dopo aver lasciato ai posteri splendide sculture? Come scrive Diamond, “si trattava di una comunità chiusa e divisa dall’inimiciziatra i diversi clan. La tensione tra la forza divisiva interna e la forza centripeta che veniva dalla chiusura con l’esterno sprigionò un’energia autodistruttiva”. Secondo Walter Tocci, ex vicesindaco di Roma con Francesco Rutelli sindaco, oggi senatore e direttore del Centro per la riforma dello Stato, si potrebbe verificare la stessa cosa per il Pd. Questo fenomeno ha anche una data precisa: il 19 aprile del 2013, quando 101 franchi tiratori del partito affondarono la candidatura di Romano Prodi al Quirinale. Tocci nel saggio Sulle orme del gambero, appena pubblicato da Donzelli, segna la mancata elezione di Prodi come una data spartiacque:“Da quel giorno - scrive - ho cominciato a esprimere pubblicamente il mio dissenso”. E non è stata una scelta facile, perché “nel mondo antico da cui provengo la disciplina non era un vincolo regolamentare, ma un atto spirituale, il senso nobile di sacrificare il proprio punto di vista a favore di un pensiero collettivo”. Invece, nel momento in cui si boccia Prodi, “una minoranza impone all’intero partito la sua linea politica, non avendo né il coraggio né la forza di proporla a viso aperto nel dibattito”. La sinistra è implosa in quel momento e può ripartire solo parlando ai ragazzi che oggi hanno 20 anni. Soltanto così - chiuso un ciclo che ha portato al fallimento - se ne potrà aprire un altro, facendo come ilgamberoche va indietro per scovare sotto le pietre le cause delle sconfitte. Per riprovarci. Rocco Di Blasi