Recensione
Giuseppe Montesano, L'Unità, 04/05/2013

Il segreto della vita dell'antica Persia

CULTURE Il meraviglioso poema già portato a teatro da Peter Brook,è uno dei numerosi testi che tornano in libreria arricchiti da preziosi disegni: da Maupassant a Freud Il segreto della vita dall’antica Persia

ILMONDO È NEL CAOS, LE GUERREE L’ODIO LO SFIGURANO, L’AMORE MANCA,E ALLORA TUTTI GLI UCCELLI DELLA TERRA SI RIUNISCONO IN UNA CONFERENZA, E DECIDONO DI PARTIRE ALLA RICERCA DI SIMURGH, il re degli uccelli, colui che conosce le risposte a tutte le domande. Ma perché abbandonare agi e famiglie per volare lontano e forse non trovare nessuno? Ma dopo lunghe discussioni, gli uccelli si levano in volo, e il viaggio comincia con l’auspicio racchiuso in queste parole: «L’amore ama le difficoltà». È così che comincia un meraviglioso poema persiano intitolato La conferenza degli uccelli, scritto dal poeta Farid-Ad-Din-Attar mezzo secolo prima che nascessero Dante e Cavalcanti, un poema che già Peter Brook aveva portato a teatro e che ora Peter Sis illustra in un libro originale e per ogni età intitolato La conferenza degli uccelli e pubblicato dall’Adelphi (pagine 160, euro 25.00). Perché mai oggi dovremmo leggere un libro illustrato? Forse per tornare a quello stato di beata disponibilità al meraviglioso che solo nell’infanzia che ha sognato il mondo su tavole a colori è stata immensa, o forse solo per l’atto in se stesso rivoluzionario di stupirci di fronte alla bellezza delle immagini, o per ricordarci che il piacere è la sola forma di uguaglianza probabilmente concessa ai moderni schiavi del sempre uguale che siamo. E Peter Sis ha costruito un giocatt olo un di immagini che restano prossime allo spirito di Attar con una freschezza irresistibile, costruendo sosia immaginali dei labirinti e dei ghirigori che risplendevano nella grande miniatura persiana, con un disegno che molto deve a Tullio Pericoli ma che sa essere araldico e fastoso senza diventare sovrabbondante, e attraverso il quale Sis racconta per immagini il poema di Attar con una sorta di visione geometricamente animata, dove anche le curve e i riccioli si fanno contemporanei e senza tempo, proprio come i pomeriggi colpiti da incantesimo dell’infanzia. La Conferenza degli uccelli di Sis è insieme Atlante ed Erbario, Imago Mundi e Giornalino, Mandala e Mappa, un libro che vale la pena leggere e sfogliare per giocarci e per pensare, ricordandosi che alla fine del viaggio i trenta uccelli sopravvissuti alle Sette Valli della Ricerca, dell’Amore, della Comprensione, del Distacco, dell’Unità, dello Stupore e della Morte, scopriranno che il Simurgh sono loro stessi,ma come sono diventati dopo il Viaggio. Ma dopo andate poi a leggervi il sublime poema integrale, uscito da SE con il titolo Il verbo degli uccelli, e CorpoSpirituale e Terra Celeste di Corbin, un saggio uscito da Adelphi e che forse è il solo a spiegare perché l’immaginazione che guida il poema di Attar è così straordinaria. I libri illustrati sono per adulti non cresciuti? Affatto, come si vede anche da un bel volume pubblicato da Nuages: L’Horla di Maupassant illustrato da Luca Caimmi. Maupassant, quello dei racconti naturalistici? Sì,ma dimenticatelo. L’Horla, racconto amato da Alberto Savinio e dai surrealisti, è la storia della discesa nella follia di un personaggio che forse è lo stesso Maupassant: una follia che prefigura la fantascienza di Philip K. Dick e quella dell’Invasione degli ultracorpi, solo che in Maupassant tutto è tenuto nell’allusione, nel mistero, nel gelido soffio che arriva da un mondo parallelo e terribile a sconvolgere il mondo che credevamo essere quello quotidiano delle sicurezze, un gelo allucinatorio che Caimmi sceglie di far manifestare con immagini velate che giocano sull’orlo estremo del bianco e nero senza toccarlo, rese fosforescenti da una grigio-azzurra luce d’oltremondo. Ed è ancora un racconto illustrato quello che l’editore Donzelli manda in libreria: la Gradiva di Jensen, illustrato da Cecilia Capuana con un tratto morbido da fumettista più che da illustratrice, e con soluzioni che non nascondono una lieve e affettuosa ironia giocosa verso la «fantasia pompeiana» di Jensen che ispirò a Freud il famoso scritto Deliri e sogni della Gradiva. La storia della statua che si anima nelle rovine di Pompei e che trasforma il freddo della pietra nelle morbide curve di Eros ossessionò Freud a lungo, che la inseguì nel suo scritto appassionatamente ma la mancò, per non volersi arrendere a ciò che forse più temeva: il richiamo odiato e amato degli dèi. Infine vorremmo consigliare ai lettori di non perdersi un libro intitolato Oceania Boulevard, disegnato e scritto da Marco Galli: che con questo graphic novel che potrebbe anche essere un libro illustrato si dimostra uno degli autori italiani più originali. L’uso delle didascalie da fumetto delle origini unito a un disegno bizzarro e sottile imparentato con molti e simile a nessuno, fanno della storia enigmatica dell’ispettore Mortenson una riuscita assoluta. I mostri di Galli non sono né fasulli né splatter, ma inquietanti e laidamente grotteschi come controfigure possibili degli esseri in apparenza normali che affollano le nostre giornate: il segno irrealmente colorato di Galli è come la radiografia che il lampo di notte fa di un paesaggio, un graffio che rivela lo scheletro sotto le apparenze