Recensione
Simone Paliaga, Libero, 17/07/2013

Madre senza coraggio

Mutter mutlos, madre senza coraggio. L’espressione potrebbe comparire sulle bandiere tedesche. In una manciata di anni la preoccupazione per il riaffermarsi dell’egemonia tedesca sul continente ha fatto capolino. Le monde diplomatique di giugno, uno dei più autorevoli mensili francesi di politica estera, parlava apertamente per penna di Frédéric Lordon di Una dominazione tedesca. Ormai i timori, dopo i diktat di Angela Merkel, sulle politiche economiche dell’Unione europei, dilagano. Su tutto prevale però un’incomprensione di fondo. La scioglie uno dei più acuti germanisti italiani oltre che direttore per oltre un decennio dell’Istituto italiano di cultura di Berlino. Angelo Bolaffi in un libello, Cuore tedesco (Donzelli, pp. 266, euro 18), rimette la questione nella giusta prospettiva. Pur plaudendo alla capacità della Germania di Gerhard Schröder di promuovere, attraverso l’Agenda 2010 avviata nel 2003, un rinnovamento del mondo del lavoro tedesco in modo da trovarsi in linea con le nuove fasi dell’economia, Bolaffi riconosce un deficit dell’Unione europea. Gli entusiasmi che oggi ne imbellettano l’idea dimenticano l’origine del progetto. Fu Winston Churchill, nel 1946, a tenerlo a battesimo per quanto la Gran Bretagna se ne chiamasse fuori. L’obiettivo allora era da un lato di creare una unione tra gli stati europei in grado di fronteggiare la minaccia sovietica. Dall’altro però intendeva arginare per sempre la minaccia tedesca fonte di instabilità fin dal 1870. Si trattava di legare la prosperità teutonica a doppio filo con gli altri partner continentali. I francesi ci andarono a nozze, e l’idea non spiacque all’Italia che costruì con Bonn un legame privilegiato che si sfarinerà nel 1989. Il crollo del Muro di Berlino e l’unificazione delle Germania provoca le reazione scomposte della Lady di ferro Margaret Tatcher, di François Mitterand e del nostro divo, Giulio Andreotti. Gli sforzi decennali per contrastare il primato tedesco si incrinano. La sola soluzione sembra l’uovo di Colombo: avallare l’unificazione della Repubblica federale con la Repubblica democratica in cambio della firma di Helmuth Kohl al Trattato di Maastricht e del processo di unificazione monetaria per demolire le pretese egemoniche del marco tedesco. I risultati però sono oggi sotto l’occhio di tutti.