Recensione
Tiziano Tussi, Patria indipendente /giugno 2013, 03/07/2013

Un libro ricordo in compagnia di Picasso

Sembra lo zibaldone di un mondo magico, quello di Pi­casso e dei suoi amici a Parigi all’inizio del secolo scorso, sino al 1914. Una piccola corte di personaggi che hanno interessi soprattutto nell’arte, pittura, scultura e lettera­tura, poesia. Un aggrovigliarsi di descrizioni di tipi quali Apollinaire e Matisse, Braque, con Picasso, naturalmente, quale fare per tutta la combriccola che vedeva aggiungersi periodicamente artisti spagnoli, francesi e di altre naziona­lità. Su tutti volteggiavano i mercanti d’arte che fiutavano possibilità di lauti guadagni con le opere che acquistavano, sovente a poco prezzo, data la fame e la voglia di fama de­gli artisti. Locali, poi diventati famosi, dove andavano per sfamarsi e per divertirsi, feste e occasioni mondane per far­si conoscere. Un libro-ricordo dalla compagna di Picasso, l’Autrice, di quel periodo che decenni dopo ne ripercorre l’evoluzione, dal 1903 al 1914, verso una notorietà e una ricchezza che cambierà il senso di quei tempi eroici. Quan­ta fatica per sbarcare il lunario! Ma anche tanto impegno e passione per giungere a quello che l’interpretazione della vita, nella sua traduzione artistica, richiedeva da loro, di cui si trova traccia nelle opere di quell’epoca. A corredo di tanti sforzi l’energia della giovinezza dei più. Un motivo, al suo passare, per altri rimpianti. Una ventina di foto corre­dano il testo, esplicative ed a volte curiose.