Recensione
Cristina Taglietti, Corriere della Sera, 27/03/2013

Bologna, il gran rifiuto di Faeti

BOLOGNA ? «La storia di una grande istituzione oscilla tra presenze e assenze. Resta però nella memoria il succedersi degli appuntamenti primaverili, da Palazzo Re Enzo ai grandi padiglioni dove c'è tutto: una vita insieme, io e Lei». È passato poco meno di un mese da quella dichiarazione che concludeva un lungo e appassionato articolo sulla «Lettura», ma il matrimonio (d'amore) tra Antonio Faeti e Lei, la Fiera del libro per ragazzi di Bologna, sembra si sia interrotto proprio alla vigilia delle nozze d'oro. Alle celebrazioni ufficiali per il cinquantesimo anniversario lo scrittore e studioso di letteratura per l'infanzia, per anni docente all'università di Bologna, non si è visto. Mentre fino all'anno scorso trascorreva in Fiera tutti e quattro i giorni della kermesse, quest'anno non ha partecipato agli incontri, non è passato tra gli stand, non è stato neppure in quello di Donzelli, dove pure campeggiavano pile del nuovo libro, La storia dei miei fumetti, ricchissima cavalcata storica nell'immaginario visivo italiano, da Tarzan a Valentina. «Dovevamo presentarlo con tutti gli onori qui in Fiera ? dice Carmine Donzelli ? poi una decina di giorni fa ci siamo sentiti e mi ha detto che aveva litigato con tutti e che non sarebbe più venuto. Non so che cosa sia successo, so solo che è stato irremovibile. Mi è dispiaciuto moltissimo perché per noi è un libro molto importante. Lo presenteremo il 18 aprile all'Archiginnasio».Faeti, che ha scritto un lungo saggio rievocativo per il libro celebrativo dei cinquant'anni della Fiera, curato da Giorgia Grilli, non sarà presente neppure al convegno internazionale in programma domani nell'aula magna del Dipartimento di scienze dell'educazione di Bologna, curato dalla stessa Grilli, Emy Beseghi e Milena Bernardi, dove avrebbe dovuto introdurre i lavori.Lo scrittore non vuole alimentare le polemiche, ma il fatto che abbia addirittura lasciato la presidenza del Bologna Ragazzi Award, carica che ha ricoperto con orgoglio dal 2000 (era uno dei primi «titoli» che amava esibire, insieme a quello di maestro elementare) fa capire che la rottura è profonda. «Irreparabile» la definisce la moglie Anna, che però specifica come la decisone di lasciare la presidenza del premio sia in qualche modo già stata presa, serenamente, in precedenza. Si sa tuttavia che aveva manifestato un certo fastidio per il fatto che quest'anno la giuria fosse composta soltanto da italiani, mentre negli anni precedenti era internazionale.La decisione di chiamarsi completamente fuori dalla Fiera è maturata in seguito a una serie di quelli che Faeti ha considerato veri e propri sgarbi nei suoi confronti, e che hanno riguardato sia i vertici della Fiera che i rappresentati del Comune: dalla scarsa partecipazione che gli è stata richiesta dal comitato per i cinquant'anni, al mancato invito alla conferenza stampa organizzata per presentare le iniziative in città, fino al caso della cittadinanza onoraria attribuita a Bianca Pitzorno e all'editore Klaus Flugge, fondatore della Andersen Press. Faeti, che peraltro è un grande estimatore di Bianca Pitzorno da lui definita «la Balzac della letteratura infantile», molto sponsorizzata per la laurea honoris causa in scienza della formazione all'Università di Bologna nel 1996 (lei stessa gli ha reso omaggio dicendo che «deve al suo incoraggiamento» il fatto di aver iniziato a scrivere per i ragazzi) aveva segnalato lo scrittore Michel Tournier e l'illustratrice Michel Claveloux. Segnalazioni che, a suo parere, non sono state tenute in considerazione. Insomma, Faeti che è noto per il carattere piuttosto irascibile (anche dall'università se ne andò sbattendo la porta) non si è sentito considerato e ha fatto seguire telefonate di fuoco anche a Duccio Campagnoli, presidente della Fiera, che ieri ha detto di «non poter fare altro che confermare le parole di grande stima pronunciate in occasione della seduta solenne del consiglio comunale lunedì scorso», dove lo definiva «un maestro e un protagonista assoluto della manifestazione». Insomma la parola d'ordine è smorzare la polemica, ma quella di Faeti è un'assenza che pesa e che, in fondo, non fa bene a nessuno