Recensione
Giulio Azzolini, La Repubblica, 14/04/2013

Quando gli oggetti invadono la vita

Se "fare esperienza" significa letteralmente "muoversi attraverso gli enti" , l'ultimo libro dello psicoterapeuta Giovanni Starace è esattamente questo: un "farsi posto" in mezzo a scene di vita e citazioni letterarie, storie di psicoanalisi e brani di filosofia e antropologia. L'incedere incalzante delle pagine indurrebbe a supporre che, ironia della sorte, il testo sia stato risucchiato dal suo stesso contenuto, ma a poco a poco la lettura rivela , invece, la sconvolgente varietà di atteggiamenti disponibili a chi rifiuti di ritirarsi nel proprio intimo o di perdersi nella superficie labirintica delle cose. Lo spazio tra Mercurio e Saturno non è affatto vuoto e Starace fa saggiare al lettore tutta la sua ricchezza, quella che ogni giorno intreccia soggetti e oggetti. Può capitarci di custodirli per conservare un'immagine felice della nostra vita, può accadere di perderli e rimpiangerli, di odiarli senza avere la forza di gettarli, di amarli e non donarli mai. D'altronde "tutto è intriso di psiche", ma che succede quando è la psiche a subire l'invasione di tutto? Se gli oggetti conquistano ogni luogo, anche mentale, non si consuma forse la condizione stessa dell'eperienza e del desiderio?