Recensione
Alberto Sebastiani, La Reoubblica, 18/04/2013

Da Pecos a Valentina i fumetti sentimentali di Faeti

Non è una novità che Antonio Faeti scriva di fumetti. Ma con "La storia dei miei fumetti. L' immaginario visivo italiano fra Tarzan, Pecos Bill e Valentina" (Donzelli) il discorso cambia. Il professore lo presenta quest' oggi alle 17.30 all' Archiginnasio parlandone con Giulio Cesare Cuccolini, Carmine Donzelli e Fabio Roversi Monaco. A STORIA dei miei fumetti" non è uno studio classico, storico, narrativo, editoriale o grafico, per quanto ricco di immagini. L' aggettivo possessivo nel titolo rivela la prospettiva personale che affronta la storia propria e nazionale. Prende insomma forma compiuta un discorso da tempo intrapreso in diversi libri. Faeti racconta, analizza, ripensa i fumetti letti dall' infanzia e parla di un' educazione sentimentale. Come quella flaubertiana, e non solo personale. L' immaginario è collettivo, e a quello italiano i fumetti hanno dato molto. Faeti fa una selezione soggettiva rispondendo alle sollecitazioni della memoria, perché «in un' educazione sentimentale non si sceglie, si è scelti». E così apre una carrellata tra memorie e letture, riflessioni e analisi che intrecciano la storia personale, d' Italia, della scuola (con la "scuola di fumetto" che teneva in classe da maestro), dell' editoria. Una storia ricca, e Faeti dice subito che «potrebbe non avere inizio». Da qualche parte però deve cominciare. Così parte da Bagnoli e Pedrocchi, dall' eros delle loro storie e da quello di "Flash Gordon", e intreccia l' esperienza di un ragazzino colpito da quei corpi e quella delle coppie nei rifugi sotto i bombardamenti, da cui nacquero tanti matrimoni riparatori. Poi il desiderio d' avventura, con le storie di Martina e Nadir sul "Corriere dei Piccoli", e la collana degli "Albi d' oro", la cui caoticità colpiva la fantasia dei ragazzi ma oggi mostra l' esplosione italiana del dopoguerra. Sono i primi "fumetti dell' anima" di Faeti, grandi firme e non solo storie famose. E il racconto di memorie, voci colte e popolari, studi e fatti di cronaca, giunge fino a noi, ricordando anche momenti luttuosi come la morte di Sergio Bonelli, che in Faeti incontra il ricordo dell' uccisione di Francesco Lorusso nel ' 77. Una delle tante ricorrenze di Bologna, parte di una formazione personale e nazionale, anche per il fumetto, senza provincialismo