Recensione
Redazione, Archivio storico.info, 19/03/2013

Un partito piccolo e giovane

IL LIBRO – Un partito piccolo e giovane, con un capo carismatico. Sinistra ecologia libertà si è affermata grazie alla capacità di proporre candidati vincenti in importanti sfide elettorali (Pisapia a Milano, Zedda a Cagliari, Doria a Genova). Poi Nichi Vendola – il fondatore, il leader indiscusso – si è inserito tra i protagonisti delle primarie del centrosinistra in vista delle elezioni politiche del 2013. È possibile per la sinistra italiana superare, o quanto meno contenere, i conflitti che hanno minato la stabilità dei due governi guidati da Prodi? È da questa domanda decisiva che parte il libro, e la strada seguita per cercare una risposta consiste nel guardare il partito dal di dentro, individuando cioè i valori e la cultura politica dei suoi militanti più attivi e fedeli: i delegati nazionali. Gli attivisti di Sel sono messi a confronto con quelli del Partito democratico, dell’Italia dei valori e della Federazione della sinistra, in un quadro analitico che ricompone l’intero arco della politica italiana. Ne escono tracce evidenti di antiche fratture. Centrali nella proposta di Sel appaiono la tutela dei lavoratori, la difesa dei servizi pubblici e la ricerca di un modello alternativo a quello capitalistico: aspetti solo in parte condivisi dal centrosinistra, e comunque con intensità assai diverse. La cultura anticlericale e libertaria di Sel potrebbe inoltre minare la tenuta di un eventuale accordo di coalizione e mettere a dura prova la coesione interna del Pd. Piani irti di «principi non negoziabili», densi di profezie e di testi sacri, che non prevedono mediazioni agili e pragmatiche e non favoriscono facili convergenze nel breve periodo. Si può rintracciare, nonostante questi ostacoli, un programma politico comune? Può la sinistra sperare di raccogliersi attorno a un progetto condiviso, utile e costruttivo per il paese?

DAL TESTO – “Centrali nella proposta politica di Sel sono la tutela dei lavoratori, la difesa dei servizi pubblici dalle privatizzazioni e la ricerca di un modello economico alternativo a quello capitalista. Aspetti, a eccezione di quest'ultimo, condivisi dall'intero centro-sinistra italiano, seppure con un'intensità differente. Diversità tutt'altro che secondaria, comunque: per Sel - come (e ancora di più) per la Fds - la tutela del lavoro è al centro della sua identità politica e in quanto tale risulta un tema difficilmente negoziabile. “Sel abbraccia poi una cultura anticlericale. I delegati nazionali del partito di Vendola non si fidano della Chiesa cattolica, non riconoscono il diritto alla Chiesa di intervenire, come crede, nel dibattito politico, rifiutano il finanziamento da parte dello Stato della scuola privata. Si tratta di opinioni in diversa misura condivise con la Fds, con l'Idv e con l'ala ex-Ds del Pd, ma che segnano un profondo iato con la componente del Partito democratico che proviene dal Partito popolare e poi dalla Margherita.”