Recensione
Claiudio Asciuti, Pulp Libri, 15/03/2013

Dumas, un ottimo giornalista

Alexandre Dumas non fu soltanto un grande scrittore, ma anche un ottimo giornalista e un uomo d’azione. Al seguito dell’impresa garibaldina dei Mille, era naturale che a Napoli nel 1860 fosse designato dal Comandante quale direttore dei musei e degli scavi archeologi; più che naturale fu la sua primaria attività, quella di ricostruire l’epopea borbonica che aveva piagato il Sud per tanti anni, iniziando un grande studio sui documenti che i Borboni medesimi avevano abbandonato nella fuga. E che dirigesse un giornale, scrivesse articoli, indagasse sul mondo partenopeo era ancora più che naturale – diciamo che, per il suo carattere, era necessario. Il fiume cartaceo che Dumas produsse in quell’epoca è stato raccolto e consolidato dal curatore Claude Schopp (a cui va tutta la nostra reverenza), che l’ha costruito in un percorso che tocca i punti importanti della questione del napoletano. Si tratta di una serie di quattro «chiacchierate» rivolte ai lettori francesi: Cent’anni di brigantaggio nelle province meridionali d’Italia, ripristinato e collazionato da versioni diverse; Rosa Maria, un testo inedito ritrovato nell’Archivio nazionale di Praga; Gli inizi del brigantaggio, che addirittura apparve prima in italiano e poi in francese – tutto materiale sufficiente a deliziare il lettore, anche non dumasiano. Naturalmente lo sguardo del Nostro è d’epoca, non ancora inquinato da ideologie o revanscismi, ma soprattutto quello di uno straniero che si sconcerta di fronte all’immondizia che s’ammucchia, domandandosi come non siano riusciti i piemontesi a eliminarla in un anno e mezzo di comando. Con metodo investigativo, Dumas ricostruisce l’organizzazione camorristica, usi e costumi compresi; analizza le malefatte ecclesiali, e l’acquiescenza di fronte alla tortura e allo sterminio; definisce, con grande arguzia, la Chiesa «messo delle tenebre»; esalta l’opera di Garibaldi e l’esercito regolare in lotta, il regno di Murat, il colonnello Charles Antoíne Manhès, acerrimo nemico del brigantaggio; racconta la storia degli “eroi” come Gaetano Mammone o il celeberrimo Fra Diavolo. Con pennellate romanzesche e un profilo giornalistico ci traccia insomma una storia, formidabile quanto singolare, della questione. Molto dumasiana, appunto. E spaventosamente precognitiva...