Recensione
Giulia Ziino, Corriere della Sera, 10/02/2013

I capelli di Melisenda e altre storie

Storie di armadi che si aprono su mondi favolosi, di bambini che trovano oggetti magici e parlano con fenici rosso fiamma. Non siamo a Narnia né ad Hogwarts ma nei libri di Edith Nesbit. C’era lei prima di C.S. Lewis e di J.K. Bowling. E c’era lei anche “dopo”: “Dopo Lewis Caroll - scriveva Gore Vidal nel 1965 sulla New York Review of Books – Nesbit è la migliore favolista inglese ad aver scritto di bambini ( nessuno dei due scrisse per bambini)”. E in effetti le storie della Nesbit sono (anche) una lettura d grandi. Per gli inglesi sono state per anni quello che Harry Potter è oggi per i bambini del mondo: compagni di avventure che, a un certo punto, voltano l’angolo e finiscono in universi altri. Agli esordi si firmava E.Nesbit per lasciare il dubbio sulla sua identità femminile. Il successo le permise di trasferirsi col marito nel Kent, in una casa frequentata da Oscar Wilde e Gorge Bernard Shaw. E lei sarà tra i fondatori della Fabian Society, movimento precursore dei moderni laburisti. Di Edith Nesbit Donzelli pubblica Melisenda e altre storie da non credere (illustrazioni di Lindsey Yankey, traduzione di R.V.Merletti e S.Barellonove), storie uscite per la prima volta nel 1901. Dalla principessa Melisenda a cui la fata madrina fa il dono di capelli che crescono a dismisura al dispettoso Tucangallo, che quando ride trasforma i ministri in lattanti e i re in villette bifamiliari, le “storia da non credere” della Nesbit sono piccoli gioielli di ironia e fantasia.