Recensione
Diego Gabutti, Italia oggi, 02/01/2013

Il flauto magico Mozart-Chagall

Wolfang Amadeus Mozart e Marc Chagall si sarebbero intesi perfettamente. Entrambi avevano Pensieri Felici ai quali afferrarsi per «esultare », come i Bambini Perduti dell’Isola che non c’è: il primo melodie energiche e brillanti, il secondo piste circensi e violinisti in volo. Chagall e Mozart incrociano i loro destini in questo libro: il libretto dell’opera cucito insieme alle scene che il pittore disegnò, nel 1966, per una rappresentazione del Flauto magico al Metropolitan di New York, che in quell’occasione inaugurava la sua nuova sede al Lincoln Center. S’incontrano, Mozart e Chagall, in quest’Egitto fiabesco, tra draghi e dame velate per mettere in musica, e su grandi fogli di cartone, oltre che sulle pareti del Lincoln Center affrescate da Chagall con immagini ispirate proprio al Flauto magico, il mondo di Monostatos, di Papageno, della Regina della Notte. Colori gioiosi e melodie squillanti: la favola è un mondo migliore.