Recensione
Giusi Germenia, VIVERE, 08/12/2012

Come può esistere un opossum felice?

Una esilarante storia, simbolica e intelligente scritta e pubblicata in America nel 1950 ma fortemente ancorata alla osservazione dei comportamenti umani e quindi non meno fresca e attuale, è "L'opossum che invece no" di Frank Tashlin, di professione cartoonist, autore tra l'altro, per il cinema americano, di diverse sceneggiature. La traduzione in italiano ci giunge oggi pubblicata da Donzelli per poter essere finalmente goduta , indipendentemente dalla datazione, in tutta la sua allegra profondità. Un piccolo opossum , sempre sorridente ma abituato a vivere per disposizione naturale appeso a testa in giuù, mantiene una espressione che infonde, a chi lo incontra, l'idea non già di un sorriso ma di un ghigno triste e depresso. Gli uomini quindi combattono ostinatamente la sua tranquilla affermazione di essere felice e ce la mattono tutta a cobvincerlo del contrario in barba a qualsiasi acuta osservazione, con interventi a dir poco inopportuni quanto decisamente sciocchi. E' sempre il senno, alla fine, quello che si dimostra carente proprio nella categoriadi specie vivente che più di ogni altra potrebbe e dovrebbe esserne fornita. Divertente, ironico, arguto, il testo e le illustrazioni in bianco e nero, dello stesso autore, concorrono a costruire un insieme di "vera lettura" dando vita ad un piccolo racconto tutto da gustare ed in modo diverso a seconda dell'età, nella convinzione che una storia, illustrata o meno, può presentare sempre insondabili livelli di lettura.