Recensione
F.L., Il Manifesto, 19/12/2012

Classici meno noti

Se dai classici più famosi, quelli che siamo abituati a dare per scontati, si passa a quelli meno noti (almeno da noi), le sorprese possono moltiplicarsi all’infinito, come nel caso di Melisenda e altre storie da non credere (Donzelli, pp. 244, euro 25), racconti fiabeschi delicatamente illustrati dall’americana Lindsay Yankey e scritti nel secolo scorso da quella che resta ancora oggi una delle più amate scrittrici per l’infanzia inglesi, Edith Nesbit. Sorprendentemente moderne, piene di umorismo e capaci di ribaltare la morale delle storie per bambini dell’epoca, ricorrendo a piccoli protagonisti autentici, le storie di Melisenda sono parte di un’opera ampia quanto piacevole e a suo modo rivoluzionaria. Come rivoluzionaria, del resto, era la loro autrice, donna fuori del comune cui Julia Briggs, folklorista illustre, ha dedicato nel 1987 A Womanof Passion, una entusiamante biografia, e che Antonia S. Byatt ha preso a modello per il personaggio di Olive, la protagonista del suo romanzo Il libro dei bambini (Einaudi 2010). Iscritta alla Fabian Society, grande amica di Bernard Shaw, moglie di un affascinante scrittore del quale condivideva le idee socialiste (ma anche un dongiovanni che ebbe da altre donne diversi figli allevati come propri dalla spregiudicata e compassionevole Edith) la Nesbit dipinse cartoline di auguri natalizi e scrisse a getto continuo storie d’amore, racconti gotici e qualsiasi altra cosa potesse fruttarle denaro per la sua composita famiglia, finché non scoprì di possedere un autentico e raro talento per la letteratura infantile e produsse piccolo capolavori come I ragazzi della ferrovia o La Fenice e il tappeto, che le fruttarono un modesto benessere. Sempre impegnata in lotte politiche e sociali, pur essendo perfettamente cosciente di scrivere per i bambini «letterati» della buona borghesia cercò comunque di rappresentare un mondo che non fosse rinchiuso tra le quattro pareti delle nursery di lusso, un mondo dove, per esempio, le bambine fossero audaci e ribelli, e toccasse a loro salvare timidi principi azzurri. Anche se per gli inglesi i suoi libri restano dei classici, da noi la Nesbit non ha mai conosciuto la fama che le spetterebbe, e per questo un libro come Melisenda, capace di presentarcela nel modo migliore, dovrebbe essere uno dei regali più belli di questo Natale