Recensione
Redazione, Archiviostorico.info, 11/12/2012

Attenzione ai fenomeni migratori

La vita e l’opera di Giuseppe Di Vittorio hanno segnato in modo indelebile la storia del Novecento italiano. Figura ancora oggi grandemente apprezzata e ricordata nel mondo del lavoro, Di Vittorio è stato protagonista, con la sua instancabile attività politica e sindacale, di una lunga serie di battaglie sociali, che hanno contribuito al progresso dell’Italia e al miglioramento generale delle condizioni dei lavoratori. Questo volume affronta per la prima volta un aspetto meno conosciuto, ma oggi attualissimo, del suo percorso: l’attenzione ai fenomeni migratori. Di Vittorio segue la questione migratoria in luoghi e tempi diversi: nella Puglia di primo Novecento, dove le migrazioni stagionali e quelle all’estero sono all’ordine del giorno; nella Francia dove lui stesso vive come esule durante il fascismo accanto alle comunità italiane; nell’Italia della ricostruzione dove al termine del secondo conflitto mondiale è molto forte la ripresa dell’emigrazione di massa. Nei suoi scritti, sono numerose le tracce che ricostruiscono questo interesse: interventi sindacali, articoli, interrogazioni parlamentari, spunti di elaborazione politica. La caratteristica più importante che emerge da questi materiali è la lettura lucida che Di Vittorio dà dei fenomeni migratori e degli atti politici e sindacali che possono sostenere l’esperienza migratoria. Il nesso tra la tutela del lavoro, i diritti sociali e la dignità umana affermato da Di Vittorio permette ai suoi interventi di avere un approccio pragmatico, capace di elaborare proposte concrete in materia. Questa attenzione al legame tra lavoro, diritti e migrazioni può rappresentare oggi una lezione fondamentale per raccogliere la sfida delle attuali migrazioni di massa, dove lo sfruttamento e il razzismo – vecchio e nuovo – giocano un ruolo fondamentale e l’elaborazione di proposte e iniziative capaci di contrastarli fanno sempre più fatica a farsi largo.

DAL TESTO – “Che cosa vogliono i lavoratori, antifascisti e fascisti, cattolici e atei? Essi vogliono tutti migliori condizioni di vita; essi vogliono tutti vivere in pace, e perciò detestano la guerra; essi vogliono - tutti - essere liberi, vivere in libertà; essi vogliono - tutti - il benessere. È su queste basi, dunque; è nella lotta quotidiana per raggiungere questi obiettivi comuni, che dobbiamo realizzare l'unione del popolo italiano, in patria e nell'emigrazione, tendendo lealmente la mano a tutti i lavoratori, senza porre loro alcuna condizione aprioristica. “È soprattutto nel corso della lotta comune, per realizzare degli obiettivi comuni, che i lavoratori fascisti constateranno direttamente da quale parte si schierano i nemici del popolo, che essi considereranno, allora, come propri nemici. “Noi speriamo che i nostri amici corrispondenti saranno d'accordo con noi nel ritenere che anche nell'emigrazione, il compito di tutti gli italiani che lottano per liberare l'Italia dal peso schiacciante della dittatura fascista, della miseria e della guerra in permanenza, è quello di tendere la mano ai lavoratori di tutte le correnti, per lottare in comune per le rivendicazioni comuni e per conquistare il benessere e la libertà al popolo italiano.”

L’AUTORE – Giuseppe Di Vittorio (1892-1957), dirigente sindacale e uomo politico, ha guidato fin dal primo Novecento le lotte contadine in Puglia. Esule durante gli anni del fascismo, ha combattuto nella guerra di Spagna ed è stato nel 1944 tra i fondatori della Cgil, di cui ha ricoperto la carica di segretario generale. È stato anche presidente della Federazione sindacale mondiale, deputato alla Camera e membro dell’Assemblea costituente.

IL CURATORE - Michele Colucci è ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche - Istituto di studi sulle società del Mediterraneo e docente di Storia contemporanea all'Università della Tuscia.

INDICE DELL’OPERA – Giuseppe Di Vittorio e la questione migratoria. Introduzione di Michele Colucci - Nota ai testi - Lettera al «Corriere delle Puglie» sui fatti di Colapatella - La disoccupazione in Italia - La politica fascista della «sbracciantizzazione» - La guerra d'Africa e la classe operaia italiana - A proposito dei lavoratori fascisti - Il Congresso per lo Statuto giuridico - I risultati del Congresso per lo Statuto giuridico - L'atroce dramma di Basilea - Gli italiani non debbono morire per Franco - Les indésirables. Un problema sociale e umano - Difesa degli immigrati - Per la pace e per il diritto d'asilo - In aiuto degli ebrei italiani! - La campagna antifrancese del fascismo e l'emigrazione italiana - Difendiamo i lavoratori italiani all'estero - Per una convenzione internazionale dell'emigrazione - Politica dell'emigrazione - Lettera al «Nuovo giornale d'Italia» sull'emigrazione in Argentina - Le conclusioni del primo Congresso della Cgil - La politica del lavoro del nuovo governo De Gasperi - Il Piano Marshall e il lavoro - Le prospettive della disoccupazione italiana - Il ministero del Lavoro e la piena occupazione - Le conclusioni del secondo Congresso della Cgil - Gli italiani in Eritrea - Il Piano del lavoro - La questione della manodopera in Italia - L'emigrazione e l'assenza di una politica del lavoro - Le conclusioni del terzo Congresso della Cgil - Integrazione delle varie forme di previdenza sociale per i lavoratori emigrati all'estero e per le loro famiglie - Eliminare la concorrenza tra i lavoratori: prima esigenza del sindacato