Recensione
Giuliano Milani, Internazionale, 02/11/2012

L'Italia senza miracoli

Prima di diventare organizzatore culturale, critico cinematografico, direttore di riviste e recensore di libri su Internazionale, Goffredo Fofi si era diplomato da maestro e aveva ragggiunto in Sicilia Danilo Dolci , con cui aveva collaborato a Partinico e a Palermo. grazie ad alcune persone conosciute in Sicilia, si era poi spostato a Roma per studiare da assistente sociale.Da qui scrive questo diario nei primi mesi del 1960, quando, a ventitre anni, insoddisfatto di alcune pieghe che stava prendendo il suo lavoro, riflette sul tentativo di lanciare insieme ad altri un nuovo progetto nel sud, che non si realizzerà, e comincia invece ad avvicinarsi a Torino, al modno degli operai e degli immigrati. Descrivendo un mondo attivo ma lontano tanto dagli ambienti del cattolicesimo ufficiale quanto da quelli del comunismo ortodosso, riportando alla luce un gruppo di persone che "credevano nella necessità di combattere l'ingiustizia di una società estremamente classista costruendo o ricostruendo 'dal basso' socialità e comunità", questo diario perso e ritrovato mostra come in Italia siano sempre esistite minoranze capaci di tracciare percorsi alternativi a quelli dominanti e illustra come chi andava costruendo questi percorsi viveva allora in una capitale in cui si discuteva e si curavano i bambini, si girava molto a piedi e si andava al cinema quasi ogni giorno.