Recensione
Jacob e Wilhelm Grimm, L'Unità, 19/11/2012

Gli inediti Grimm : ecco le 40 favole salvate dall'oblio

UNA REGINA AVEVA ABBANDONATO IL SUO BAMBINO IN UNA CULLA D’ORO IN BALIA DEL MARE E LO AVEVA LASCIATO ALLA DERIVA; ma la culla non era affondata, ed era finita sulle coste di un’isola abitata da orchi. Mentre la culla toccava la spiaggia, si trovava a passare di lì la moglie del capo, e quando vide il bambino, che era in effetti una meravigliosa bimbetta, decise di allevarla per poi darla in sposa a suo figlio. Ma doveva fare molta attenzione a tenerla nascosta al suo anziano marito, il vecchio Okerlo, che se la sarebbe mangiata in un boccone. La fanciulla ormai era cresciuta, ed era arrivato il momento di maritarsi col giovane Okerlo, ma lei proprio non lo sopportava, e non faceva che piangere da mane a sera. Una volta si trovava a passeggiare in riva al mare, e proprio in quel momento approdò un principe giovane e bello. Si piacquero molto, e si promisero amore.Ma arrivò anche la vecchia orchessa, che andò su tutte le furie a vedere quel principe che corteggiava la fidanzata di suo figlio, quindi subito l’acciuffò: «Vieni qua, che ti faccio arrosto per il banchetto nuziale di mio figlio!». Ma il giovane principe, la fanciulla e i tre figli di Okerlo dormivano insieme nella stessa camera.Quando fu notte, al vecchio Okerlo venne fame di carne umana e disse: «Moglie mia, non ho voglia di aspettare fino al banchetto nuziale, portami subito il principe!». LA CORONA La fanciulla aveva sentito tutto attraverso la parete, e svelta svelta si alzò, strappò a uno dei figli di Okerlo la coroncina d’oro e la mise in capo al principe. Arrivò la vecchia, e si mise a tastare al buio. Lasciò salva la testa con la coroncina, e portò al marito il figlio senza corona, e quello se lo trangugiò in un baleno. La fanciulla tutta impaurita pensava: «Appena farà giorno verremo scoperti e per noi sarà la fine». Si alzò quatta quatta e prese uno stivale dalle sette leghe, una bacchettamagica e una zolla con un fagiolo che rispondeva a qualsiasi domanda. Fuggì col principe, e con lo stivale dalle sette leghe a ogni passo facevano un miglio. Di tanto in tanto chiedevano al fagiolo: «Fagiolo, ci sei anche tu?». «Sì - diceva il fagiolo - sono qui, ma fate presto, che la vecchia orchessa sta arrivando con l’altro stivale!». Allora la fanciulla prese la bacchetta magica e si trasformò in un cigno, il principe lo trasformò in uno stagno su cui il cigno si mise a nuotare placido. Arrivò l’orchessa e cercò di attirarlo a riva, manon le riuscì e se ne dovette andare a casa stizzita. La fanciulla e il principe proseguirono il viaggio: «Fagiolo, ci sei?». «Sì - disse il fagiolo - sono qui, ma la vecchia sta tornando, l’orco le ha svelato il vostro trucco». UNANUBEDIPOLVERE E la fanciulla riprese la bacchetta e si trasformò insieme al principe in una nube di polvere impenetrabile per la vecchia Okerlo, e quella se ne dovette tornare con le pive nel sacco, mentre loro continuavano il viaggio. «Fagiolo, ci sei?». «Sì, ci sono, ma vedo la vecchia Okerlo arrivare a passi da gigante». La fanciulla per la terza volta prese la bacchetta e si trasformò in un rosaio, e il principe in un’ape. Arrivò la vecchia orchessa, ma non li riconobbe in quelle sembianze e se ne tornò a casa. Solo che ora non potevano più riprendere forma umana, ché la ragazza nella foga l’ultima volta aveva gettato la bacchetta troppo lontano; erano comunque riusciti a spostarsi un bel pezzo, e il roseto si trovava ora nel giardino della regina madre. L’ape se ne stava appostata a terra, e pungeva chiunque osasse avvicinarsi anche per cogliere una sola rosa. Una volta accadde che la regina in persona passeggiasse in giardino; vide le belle rose e piena di meraviglia fece per coglierne una. L’apetta volò subito a pungerla così forte che lei dovette lasciare il fiore già mezzo spezzato. E la regina vide che dal gambo colava sangue, e fece venire una fata a sciogliere l’incantesimo. E così la regina riconobbe sua figlia, e fu contenta con tutto il cuore. Fu organizzato un matrimonio grandioso, con una gran quantità di ospiti magnificamente vestiti e mille luci che brillavano in sala, e si suonò e si ballò fino a giorno chiaro. «Ma dimmi, c’eri anche tu al matrimonio?». «Certo che c’ero anch’io: Il berretto era di burro, mi son fatto incontro al sole, e mi s’è sciolto tutto; La veste era tela di ragno, e son passato in mezzo ai rovi, e mi s’è strappata tutta; La scarpa era di vetro, e inciampando sopra un sasso in due pezzi s’è spaccata».

«Lafamiglia Okerlo» Èla storia inedita che vi proponiamo... comela figlia della regina riuscì a salvarsi dagli orchi «Principessa Pel di topo» è una favola dei fratelli Grimmda noi scosnosciuta... e non è la sola.200 annidopola prima comparsa,42fiabe col loro corredo di arcolai, castelli, gatti, ranocchi, barbieri, sarti, fabbri, suocere, diavoli, vengonoalla luce nel bicentenario della pubblicazione delle fiabe dei Grimm.Duesecoli fa i celebri fratelli diedero vita a uncantiere di ricerca e lavoro durato mezzo secolo, nel corso del quale iGrimmpubblicarono sette edizioni diverse dei Kinderund Hausmärchen,di cui si era persa memoria. Gli inediti Grimm Eccole quaranta favole salvate dall’oblio JACOBEWILHELMGRIMM