Recensione
Danilo Taino, Corriere della Sera, 30/10/2012

Solo il Coordinamento delle Politiche può salvare la ricchezza del Sud

L'idea che la globalizzazione significasse la fine della geografia è praticamente sparita dai dibattiti e dalle analisi dell'economia. Il mondo non è piatto: è fatto di luoghi , diversi fra loro. Bene: l'Italia è una collezione di caratteri territoriali forti, in molti casi fortissimi. Anche in quelle regioni che di solito si considerano periferiche, per esempio il Mazzogiorno e la Sicilia. Un'analisi sul rapporto tra le città e le risorse locali - realizzato dalla Fondazione Res, Istituto di Ricerca su Economia e Società in Sicilia, e presentato ieri alla Fondazione Cariplo di Milano - parte proprio da questa constatazione: la globalizzazione "rafforza il ruolo potenziale delle città, specie nei Paesi più avanzati". Lo studio - condotta da Paola Casavola e Carlo Trigilia e pubblicato dall'editore Donzelli - ha misurato, per le città italiane, le dotazioni culturali e naturali, le presenze scientifiche, il "saper fare" di lungo periodo. E poi la capacità di attivare e valorizzare queste risorse . Dal punto di vista delle dotazioni di beni culturali e ambientali le città del Sud e della Sicilia sono addirittura più "ricche" di quelle del centro-Nord: Siracusa, Napoli, Palermo , per dire, sono battute solo da Roma, Firenze e Venezia. la situazione è invece rovesciata per quel che riguarda la ricerca scientifica , se si esclude l'agricoltura, per il saper fare, cioè le specializzazioni produttive locali. Dove però il problema diventa drammatico per il Sud è nell'incapacità di valorizzare queste identità locali. Si tratta di una ricchezza che ha bisogno soprattutto di coordinamento, hanno detto i partecipanti al dibattito di ieri: Aldo Bonomi, Carlo Borgomeo, Ferruccio de Bortoli, Giuseppe Guzzetti, Alessandro Laterza, Giovanni Puglisi . Per superare gli ostacoli e i limiti endogeni e esogeni che oggi trasfromano la ricchezza di partenza in spreco e povertà si tratta di produrre uno sforzo collettivo che sappia immettere le caratteristiche delle città del Sud e della Sicilia - cioè le qualità locali - nei circuiti virtuosi della globalizzazione. Diversamente, la geografia benigna continerà a soccombere alla storia malvagia.