Recensione
Gianni Brunoro, Fumetto n.83, 13/11/2012

Sapore amabile di anni ruggenti

La riscoperta di un racconto di Fitzgerald disperso in una rivista (ossia uscito in The Saturday Evening Post a febbraio del 1922 e mai più riproposto) è già in sé stessa un evento. Ma a renderlo memorabile è il fatto che pur nella sua brevità di racconto esso condensa il fascino delle grandi opere di Fitzgerald, dal precedente Di qua dal paradiso ai successivi Belli e dannati e il sublime Il grande Gatsby. Di quest’ultimo, questo racconto Un sogno di ragazza ha quella perfezione formale che lo rende estremamente suggestivo. È la storia di una ragazza, splendente in provincia, che perde il suo splendore nella grande New York, dove per di più subisce una serie di rovesci – materiali e psicologici – dai quali la riscatterà solo l’amore per un giovane bellissimo e di grande sensibilità, pur nell’ironia. Con un ribaltamento finale della scena che gli dà il sapore di un giallo. A rendere sfiziosa questa edizione, già molto elegante sul piano tipografico, sono le illustrazioni (create espressamente per questa proposta editoriale) di cui lo ha dotato Martha Rich, un’artista molto apprezzata negli Stati Uniti. Eseguite con un’efficace tecnica a tempera, dalle delicate tonalità pastello che conferiscono loro una elegante finezza, sono immagini dotate di una notevole coerenza col testo in quanto gli abbigliamenti, i cenni di scenografia, la raffigurazione di un tram nella notte, o della deserta carrozza dai finestrini illuminati di un treno al buio, o di una stupenda auto sportiva... tutto rimanda con immediatezza, pur nella indeterminatezza del tratto, a quei roaring twenties in cui il racconto si svolge. E alcuni particolari echeggiano certi stilemi del grande Ben Shan. Sono questi, i requisiti che conferiscono a Un sogno di ragazza il crisma di piccolo gioiello sia narrativo sia editoriale. (g.b.)