Recensione
Marco Belpoliti, La Stampa, 10/11/2012

Uno stile pop per i piccoli lettori

Una copertina di copertine. Il carattere si chiama Mostra Nuova, ispirato ai poster italiani degli anni Trenta, durante il fascismo; libro in formato grande: Da Pinocchio a Harry Potter. 150 anni di illustrazione italiana dall’Archivio Salani 1862-2012. Si tratta di un catalogo, curato con grande bravura da Giorgio Bacci, in occasione della mostra aperta al Castello Sforzesco di Milano (fino al 6 gennaio). Salani, glorioso editore fiorentino, è migrato negli anni Ottanta a Milano: rinato e rilanciato. Per chi ha cominciato a leggere all’epoca del trasloco, sono indimenticabili le copertine de «Gl’Istrici», in particolare quelle di Quentin Blake per Roald Dahl: Gli sporcelli, o GGG, libri epocali nella narrativa per bambini, che hanno sdoganato (termine orribile, ma necessario) le «brutte parole» e i comportamenti «indecenti». Per chi è più vecchio, come me, la memoria corre invece alla copertina di Un piccolo Lord disegnata da Frances Hodgson Burnett, o quella di Piccole donne, per la matita e i colori di Ugo Signorini, e ancora L’ultimo dei Mohicani di Loredano Ugolini, tutti libri degli Anni Cinquanta che si trovavano ancora nelle cartolibrerie negli Anni Sessanta, quando i libri avevano una vita molto più lunga. Per Antonio Faeti, autore di un saggio nel volume, la copertina del cuore è invece La stella di sempliciona del 1933, di Maria Augusta Cavalieri. Faeti, di cui è da poco ritornato in libreria Guardare le figure (Donzelli), nuova edizione, chiude il suo saggio dedicato alla collana «Biblioteca dei Miei Ragazzi » di Salani citando Eco dal romanzo La misteriosa fiamma della regina Loana (2004). I libri e le copertine Salani hanno segnato con il loro stile pop almeno tre generazioni di piccoli lettori. A scorrere il volume, che parte dai primi opuscoli, che fanno di Adriano Salani, tipografo, un editore vero, sino ad arrivare alle copertine del maghetto inglese – il maggior successo editoriale di tutti i tempi –, disegnate da Serena Rigletti, ci si rende conto che per cent’anni e passa il mestiere d’illustratore è stato prerogativa dei maschi. Poi dagli Anni Settanta arriva una vera e propria ondata d’illustratrici (le loro biografie, scritte da Paola Pallottino, si trovano nel catalogo): Simona Mulazzani, Cristina Rinaldi,Teresa Sdralevich, Chiara Carrer, Giulia Orecchia, Chiara Rapaccini. Non c’è dubbio: hanno superato, per bravura, fantasia e numero, gli illustratori maschi.