Recensione
Federica Pizzi, www.libriemarmellata.it, 10/11/2012

Un albo di valore per piccoli e adulti

Un breve racconto esemplare, arguto e delicato; un gioiello di grazia e profondità. Una storia comica e intelligentemente pensata, ma anche una ferma condanna, senza se e senza ma, dell’arroganza e della superbia, di chi si ammanta di finto perbenismo preoccupandosi soltanto del proprio tornaconto. Di chi ha la spocchia di saperla lunga insieme all’incapacità di vedere l’altro e i suoi reali bisogni, rimirandosi perennemente in uno specchio che restituisce la sua sola immagine. C’è ne tanta di gente che compie del bene apparente, spinta solo dal proprio interesse personale e attratta esclusivamente dalla propria gloria, dal plauso e dal proprio tornaconto. Ecco, questi sono gli ipocriti. E sono i perdenti, anche quando paiono vincere. I veri vincenti sono invece e puri di cuore, i semplici, i sensibili, coloro che sono recettivi alla bellezza del mondo, della natura e la sanno fare propria, rispettandola. Perchè non potranno mai davvero essere depredati dell’essenza della loro gioia.

Frank Tashlin – regista, fumettista e scrittore americano – nell’ albo “L’opossum che invece no”, edito da Donzelli, getta uno sguardo impietoso, ironico, attento e brillantemente rivelatore sulla meschinità e l’ottusità di alcuni uomini e sulla forza, invece, che è racchiusa nell’animo di quelli, apparentemente, più deboli e indifesi. Un libro prezioso, di piccolo formato, arricchito da tante incisive illustrazioni in bianco e nero, ricche ed espressive, valorizzate da dettagli e particolari tutti da osservare.

Un piccolo opossum gioioso vive armoniosamente nel suo bosco, in serena comunione con la natura che lo circonda, sorridendo sempre. Come ogni buon opossum che si rispetti, ama appendersi con la coda agli alberi rimanendo a testa in giù. Una posizione per lui comodissima ma che, ahimè, ha il difetto di far apparire rovesciata la mezzaluna della sua bocca sorridente. Ed è così che un gruppo di cittadini, impettiti e dall’aspetto poco simpatico, scorgendolo si convincono che il piccolo animale sia triste. A nulla valgono le proteste dell’opossum che asserisce con tutta sicurezza di essere, invero, felicissimo. Gli umani non si fanno remore di tacciarlo di stupidità, ribadiscono molte volte che chi sbaglia è lui e chi ne sa di più sono loro: l’animaletto, a detta loro, è imbronciato e loro faranno di tutto per farlo sorridere. Dato che l’opossum si rifiuta di scendere dal ramo, gli uomini arroganti fanno arrivare i mezzi per sradicare l’intero albero e trascinano pianta e bestiola in città per esporli ai loro divertimenti. Cinema, night club…nulla pare servire: la bocca dell’opossum – sempre a testa in giù – mantiene la sua curvatura ingannatrice. Fin quando il piccolo, strappato al suo ambiente ed esposto al caos cittadino, non finisce davvero per rattristarsi. Le sue labbra piegano allora al contrario, dando all’ottusa gente l’apparenza di una vittoria… Il povero animale viene allora dimenticato dai suoi (ex) benefattori, troppo presi dalla celebrazione della loro falsa gloria. Ma per fortuna…

La lettura di questo piccolo capolavoro lascia, allo stesso tempo, un sapore dolce e amaro, un sorriso un po’ dolente, un sollievo leggermente rammaricato. Perchè è una storia di fantasia con profondi echi nella consapevolezza di ogni lettore adulto che vi si approcci. Gli uomini sanno essere cattivi, ciechi e insensibili, sanno far del male semplicemente per il fatto di sentirsi, troppo spesso, gli unici padroni del mondo e gli unici dispensatori di verità. Sia che la lieve parabola, fortemente metaforica, si applichi al rapporto dei potenti con i deboli, dei ricchi con i poveri, dell’umanità con la natura, dei sapienti con chi ne sa meno, di chi professa una religione con chi ne segue una diversa…si comprende come la prepotenza, la boria e la violenza appartengano quasi sempre alla parte presunta più forte. Senza che ce ne sia il diritto, nè la legittimità.

Ma allora questo è un libro per grandi? E i bambini? Niente affatto, “L’opossum che invece no” è un albo di valore per piccoli e adulti. Istruttivo e divertente per i bambini, che dalle storie, dalle più belle almeno, imparano a riflettere, a sviluppare lo spirito critico che servirà loro per cambiare il mondo. Almeno si spera!