Recensione
Elisabetta Bolondi, www.ventonuovo.eu, 04/11/2012

"Possum" felice e spensierato

Avete mezz’ora da dedicare a bambini dai cinque anni in su? Leggetegli e mostrate loro “L’opossum che invece no” di Frank Tashlin, il cartoonist americano che nei primi anni Cinquanta ha scritto tre libretti per bambini; il primo, “L’orso che non lo era”, uscito in italiano nel 2011, mentre ora viene pubblicato questo secondo, “L’opossum che invece no”. L’animaletto che in inglese suona “Possum” vive felice e spensierato nel fitto del bosco, attaccato ad un ramo sporgente con la coda attorcigliata che lo sostiene, e malgrado penzoli a testa in giù è appagato da ciò che lo circonda e sul suo visetto da opossum è stampato un sorriso di soddisfazione: sole, luna, alberi, natura, bosco, di tutto gode il nostro piccolo amico. Ma…..arrivano di ritorno da un picnic , un gruppo di uomini e donne che notano l’opossum attaccato all’albero, lo osservano incuriositi e si convincono che l’animale sia triste; invece l’opossum sorride contento,ma non riesce a convincere il gruppo che decide di portarlo in città, al cinema, al night club, tutti luoghi dove certo si divertirà e smetterà di non sorridere…..Insomma il conflitto fra campagna/felicità, città/ infelicità viene raccontata da Tashlin attraverso una favola moderna di grande impatto emotivo e di notevole spessore metaforico, servendosi soprattutto della grafica, nella quale l’autore dà il meglio della sua capacità comunicativa. La descrizione del gruppo di cittadini arroganti e presuntuosi, convinti di essere nel vero, disposti a sacrificare la stessa vita dell’animale che hanno creduto di salvare, ci parla di troppi uomini del presente, convinti delle proprie idee insane e pronti per visibilità ed ostentazione a passare letteralmente sopra il cadavere ( il povero opossum rischia di essere schiacciato durante una parata) dei loro presunti protetti….. Ai ragazzini questa storia farà bene, ed anche agli adulti, se sono capaci di specchiarsi in tanti atteggiamenti prevaricatori che si leggono quotidianamente nel nostro presente. “The Possum That didn’t “ è il titolo originale del testo, uscito negli Usa nel 1950 e tradotto con la consueta grazia e leggerezza da Bianca Lazzaro.