Recensione
Claudio Asciuti, PULP libri, 30/09/2012

Iniziamo dal fondo

Iniziamo dal fondo. Cioè dal profilo che Claude Schopp , vero artefice dell'odierna rinascita del grande Dumas père, scrive come postfazione a Il cavaliere d'Harmental (1842) , spiegando fra l'altro l'importanza del collaboratore Auguste Maquet, nella stesura di questo e altri lavori. A noi tutti, abituati ormai dal malcostume editoriale a smilze e pedestri note che sovente accompagnano i testi senza spiegar nulla, una simile dovizia non può non piacere ( addirittura c'è un dizionario dei personaggi), e bene farebbero curatori, editori e critici a prenderne esempio.... Detto ciò, il testo si apre con un incipit molto dumasiano, pochi minuti prima di un duello a sei che costituirà materia di analisi e confronto con i successivi duelli moschettieri, posteriori di un paio d'anni. E guadagna a d'Harmental, che si è batturo per l'onore (scarso) di una donna, un posto nella congiura che la duchessa del Maine, il giovane conte di Richelieu, il principe di Cellamare e un insieme assortito di nobili sta tessendo per spodestare il legittimo Reggente, Filippo d'Orléans. Siamo nel 1718 e Dumas ricostruisce la congiura intessendo personaggi reali e immaginari , fatti cronologicamente non vicini, storie parallele; il lettore rimane incollato al libro fino a quando non è finito , seguendo il lieto clima della Reggenza, le feste, gli intrighi, i duelli, le digressioni didattiche, ma soprattutto la storia d'amore fra il cavaliere d'Harmental , finito nella congiura per giuste rivendicazioni personali più che per motivi politici, e la donna di cui è innamorato, Bathilde de Rocher. Il rapimento di Filippo fallisce e i congiurati vengono arrestati l'uno dopo l'altro; d'Harmental dovrebbe essere condannato a morte , ma uno degli escamotage classici della letteratura rimette alla clemenza del Reggente il destino dei due innamorati: Infine: che sostiene che si tratti di letteratura d'appendice, analizzi la storia del punto di vista narratologico, con la sua sapiente struttura a incastro, e la confrontti con la piatta linearità odierna. E rifletta.