Recensione
Elisabetta Bolondi, www.ventonuovo.eu, 19/10/2012

King Kong riletto ed illustrato

“Una sera, tanto tempo fa, a New York , il cielo cominciò a scurirsi….”

Questo è l’incipit dell’albo colorato e illustrato con i disegni di Anthony Browne, che ha scritto il remake della storia resa immortale dal cinema del grande gorilla, un mostro spaventoso, che si innamora della bella bionda ragazza americana, Ann. La storia di King Kong, raccontata da EdgarWallace e da Merien Cooper, ora viene riproposta da Donzelli, nella traduzione di Nello Giugliano, e assume forti connotazioni simboliche. La bella Ann infatti viene ritratta con il volto di Marylin Monroe, mentre la giungla spaventosa, popolata da animali preistorici, il luogo della violenza e del caos, è attaccata dai bianchi con fucili e granate e ovviamente le armi hanno la meglio. Il povero scimmione, innamorato perdutamente della donna bionda e bella, dovrà soccombere, dapprima catturato e imprigionato, e poi, una volta portato a New York, costretto a divenire oggetto di stupore ed ammirazione, incatenato nel teatro, per arricchire i suoi persecutori. La forza incontenibile di Kong ha la meglio sulle catene d’acciaio, quasi a dimostrare che l’amore è più forte dei progressi dell’uomo “civile”, ed ecco lo scimmione liberarsi e prendere delicatamente con sé la terrorizzata Ann/Marylin. Poi, in cima all’Empire State Building, il grande gorilla dovrà soccombere ad un attacco aereo in piena regola, non prima di aver ancora una volta tenuto delicatamente nelle sue grandi mani la piccola e spaventata ragazza bionda/bianca.

Nella metafora della storia sembra rivivere lo scontro tra bianchi e neri, tra civiltà occidentale e nemici dell’occidente; lo scontro non a caso si conclude con gli aerei che, in cima al grattacielo più celebre di New York, abbattono il nemico, il selvaggio e violento Kong.

Gli Stati Uniti dopo l’11 settembre sono ancora in grado di raccontare una storia in cui i buoni sono i bianchi occidentali, e i cattivi sono i selvaggi di un mondo preistorico, superstizioso, violento, feroce. Una mela, che Ann sta rubando, darà la molla che cambierà il suo destino….la mela di Eva, la Grande Mela, la mela di Steve Job, una mela in mano alla innocente Ann, il cui nome comincia proprio con A, la A di America…..La grande tradizione simbolista della letteraratura americana sembra echeggiare anche in queste grandi pagine illustrate, lucide e colorate, con grandi caratteri e colori soffusi, tratti leggeri pur se efficaci, capaci di comunicare ancora più delle parole …..E poi parlano di libri elettronici!