Recensione
Redazione, Corriere Nazionale, 19/09/2012

Ulltimo treno per l'ignoto

Tra i 1943 e il 1945 più di trentamila persone affollano le stazioni dell'Italia centro-settentrionale e parono verso l'ignoto stipate su treni merci e carri bestiame. Carlo Greppi in "L'ultimo treno" (Donzelli) . ricostruisce proprio questa fase essenziale nell'esperienza dei deportati e nella memoria dei salvati. L'autore ripercorre le vicende di decine di comunità viaggianti, attraverso le voci dei centoventi sopravvissuti. Lo scorrere angosciato del tempo nei vagoni piombati, riempie le narrazioni dei testimoni e accompagna il racconto cui i comportamenti umani non finiscono mai di sorprendere. Durante il tragitto, questi naufraghi spaesati incontrano uomini e donne capaci di grande coraggio, ma anche di codardia e indifferenza.