Recensione
Stefania Nardini, Il Corriere Nazionale, 30/09/2012

Ultimo treno per l'ignoto. Voci da una tragedia

Tra il 1943 e il 1945 più di trentamila persone affollano le stazioni dell’Italia centro-settentrionale e partono verso l’ignoto, stipate su trenimerci e carri bestiame.Carlo Greppi in “L’ultimo treno” (ed. Donzelli), ricostruisce proprio questa fase essenziale nell’esperienza dei deportati e nella memoria dei salvati. L’autore ripercorre le vicende di decine di comunità viaggianti, attraverso le voci di centoventi sopravvissuti.Lo scorrere angosciato del tempo nei vagoni piombati, riempie le narrazioni dei testimoni e accompagna il racconto in cui i comportamenti umani non finiscono mai di sorprendere. Durante il tragitto, questi naufraghi spaesati incontrano uomini e donne capaci di gesti di grande coraggio, ma anche di codardia e di indifferenza.