Recensione
LLuciano Hinna, Mauro Marcantoni, Lo Spiffero, 16/07/2012

Tagliare, con juicio

Spending review è entrata prepotentemente nel nostro lessico quotidiano. Ma di cosa esattamente si tratta? Lo spiegano studiosi e tecnici in un agile istant book

Il buon funzionamento della Pubblica amministrazione è una condizione irrinunciabile e urgente per superare la crisi che stiamo attraversando e per ridare prospettiva al futuro del paese. Con i suoi tre milioni e mezzo di dipendenti, la Pubblica amministrazione è la più grande azienda del paese, ed è, dunque, il luogo dove si concentra ogni possibile «risparmio»: il luogo dove si deve «gestire» e al tempo stesso «subire» la spending review. Parola magica ormai nel vocabolario di tutti, ma di cui pochi conoscono l’effettiva portata. Una revisione efficace delle spese, nei singoli settori, comporta grandissima attenzione nell’analisi e una perfetta consapevolezza dell’efficacia operativa delle proposte che si avanzano.

Obiettivo di questo piccolo, «aureo», instant book – destinato non solo agli addetti ai lavori, ma al pubblico dei lettori civilmente avvertiti – è fare il punto sullo stato dell’arte, partendo dalle esperienze fin qui realizzate, per scendere sul terreno delle proposte realizzabili. Il libro si apre con i contributi di due autorevoli esponenti del governo Monti, impegnati in prima persona sul fronte della revisione della spesa: Dino Piero Giarda (ministro per i Rapporti con il Parlamento) e Filippo Patroni Griffi (ministro per la Pubblica amministrazione e la Semplificazione).

Nell'operazione di spending review in corso “la responsabilità di amministratori e politici è quella di limitare i danni, di evitare che i nostri figli e i nostri nipoti abbiano troppo a soffrire delle dissennatezze del passato”, spiega Giarda sottolineando che la spesa pubblica ha “bisogno di una cura dimagrante che gli amministratori dovranno gestire attraverso le tecniche sofisticate della revisione della spesa”. Giarda conclude il suo contributo con “un augurio rivolto a tutti gli uomini e le donne delle amministrazioni: riuscire dove altri non sono riusciti, così da rimettere ordine nel funzionamento della macchina pubblica e consentire al nostro Paese di evitare di aumentare ulteriormente le tasse”. Nel suo contributo il ministro Patroni Griffi evidenzia la necessità di attuare “un processo di revisione della spesa a carattere selettivo e non indifferenziato. Si tratta di una sfida ambiziosa – scrive - perché richiede molta abilità di analisi, lavoro quotidiano, capacità di distinzione, mantenendo comunque uniti in una visione di sistema i due versanti della revisione”: il “versante economico-finanziario che riguarda l'eliminazione degli sprechi” e quello “ordinamentale, finalizzato a rendere strutturali e stabili nel tempo i risultati del nuovo sistema di spesa”.

Dopo aver riassunto lo scenario internazionale e italiano, evidenziando i diversi approcci adottati e i diversi risultati ottenuti, vengono presi in esame e messi a confronto alcuni casi recenti di applicazione della spending review in Italia: il caso dell’Inps, illustrato dal suo presidente, Antonio Mastrapasqua; quello del Comune di Torino, a cura di Cesare Vaciago, direttore generale del Comune; il caso del ministero per l’Università e la ricerca, a cura di Giuseppe Catalano, responsabile del coordinamento dell’analisi e revisione della spesa del Miur, settore scuola; e il caso della Provincia di Trento, a cura di Franco Sandri, della Trentino School of Management. Legando storia ed esperienze, in questo volume si individuano alcune regole d’oro da seguire e gli errori da evitare, per far sì che la cura funzioni e non uccida il malato.