Recensione
Marco Filoni, Venerdì di Repubblica, 28/06/2012

Gunther Anders: io, Hannah e l’ombra di Heidegger.

Gunther Anders: io, Hannah e l’ombra di Heidegger. Pag 106 Venerdì Marco Filoni

Due vite, un solo amore. Quello di Gunther Anders per Hannah Arendt. Si sposarono nel 1929. Promettente e di buona famiglia lui. Bella e ribelle lei. Ma non poteva funzionare. Su di loro l’ombra lunga di Heidegger, il primo amore di Hannah al quale rimase fedele per tutta la vita. Lei aveva sposato Anders solo per allontanarsene, tanto che ammetterà di non averlo mai amato. Infatti durò poco: giusto qualche anno, una “convivenza dettata dall’indigenza”. Infine il divorzio, l’esilio dall’Europa nazista, qualche incontro sporadico e, nel 1975, la morte di Hannah ( su di lei si veda il bel ritratto di Marie Louise Knott, appena pubblicato da Raffaello Cortina . Non solo, un suo scritto sull’Olocausto è stato lo spunto del tema storico della maturità di quest’anno).Ed è allora che Anders riprende in mano gli appunti scritti negli anni passati con lei, li sistema per lasciarli in un cassetto - e lì sono rimasti anche dopo la sua morte, nel 1992. Oggi quegli appunti arrivano in libreria in un volumetto grazioso e ottimamente curato: “La battaglia delle ciliegie. La mia storia d’amore con Hannah Arendt ( per l’editore Donzelli). Qui Anders sceglie di misurarsi col ricordo dell’amata nella forma del dialogo: s’immagina seduto con lei al tavolo, un cesto di ciliegie nel mezzo. Una disputa filosofica, ma solo in apparenza. In realtà solo la difficoltà di scindere, in queste pagine , “quanto ci sia di Hannah, quanto di me, quanto di allora, quanto di oggi”. Tutte le ciliegie erano state mangiate, la disputa terminata. Rimaneva soltanto l’amore e il suo ricordo. Aspro e dolce insieme, proprio come una ciliegia.