Recensione
Andrea Velardi, Il Messaggero, 19/05/2012

Julia Kristeva, l'amore al microscopio

"Mescolanza squisita di possesso distruttore e di idealizzazione" l'amore ha perso l'intensità e le forme che lo sostanziano. Per Platone il movimento erotico verso l'altro si intreccia con una sublimazione estetica verso l'Oltre, verso i cieli inattingibili del Bello, in una dialettica tremendamente sadomasochistica. Dentro la psiche il cavallo buono frena comandi della ragione, ma quello malvagio si lancia sull'amato "d'un balzo irresistibile e procurando ogni sorta di travaglio" trascina al cedimento. Julia Kristeva penetra nel cuore dell'amore come pochi pensatori prima di lei. Scopre quanto la proiezione erotico affettiva verso l'altro sia in realtà una dissimulazione dell'amore di se stessi. Dipana le tre direzioni di una trma universale: Sé, Altro, Oltre. Ne segue le intersezioni dal Cantico dei Cantici fino a Freud e gli extraterrestri. Si domanda inquieta: "Dopo l'irruzione della pulsione in Sade....trova l'amore contemporaneo il delizioso dosaggio di ostilità e di elevazione, di folgorazione e di pace per conservarsi?"