Recensione
Redazione, Blow Up, 01/06/2012

Romanzo breve

Una delle più grandi sciocchezze che sono state dette nel descrivere la fine del ventesimo secolo è stata la sua caratterizzazione come epoca in cui l’apparenza contava più della sostanza. Evidentemente chi sostiene questa tesi non ha idea di qual era il contesto all’inizio del secolo, quando le convenzioni sociali erano talmente radicate che si anteponevano non solo ai rapporti tra i due sessi, ma anche ad eventi drammatici come la perdita di un familiare o un tracollo finanziario. Vittima (o semplicemente perfetto esponente) di questo ­modus vivendi è Yanci Bowman, la protagonista di questo romanzo minore di Fitzgerald, che vede nel matrimonio l’unica possibilità di riscatto da una vita diventata improvvisamente difficilissima. L’autore è bravissimo a farci comprendere come un comportamento posticcio al 100% sia quasi inevitabilmente (e amaramente) l’unico praticabile, per cui si finisce con l’essere compassionevoli con questo personaggio e tutti i suoi limiti caratteriali: l’inatteso lieto fine è salutato con un certo sollievo. Bizarre