Recensione
Redazione, ANSA, 23/05/2012

I ricordi di Napoleone a Sant'Elena

In uscita per Donzelli "Memorie della campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte", con introduzione di Ernesto Ferrero.

Durante gli anni dell'esilio a Sant'Elena, Napoleone si

dedicò con impegno sistematico a mettere ordine nei ricordi del

lungo periodo storico del quale era stato protagonista assoluto.

I testi presentati, da non confondersi con i numerosi memoriali

più o meno veritieri e fedeli, composti dai contemporanei che

poterono raccoglierne le testimonianze o le confidenze, sono

quelli che Napoleone dettò personalmente ai suoi più stretti

collaboratori, rivedendone puntigliosamente le varie versioni

fino a giungere alla compiuta definizione del proprio testamento

intellettuale. Tutto in me è calcolo, si vantava.

"Anche quando detta le sue memorie - osserva Ernesto Ferrero

  • Napoleone calcola attentamente gli effetti. Perfeziona la

propria fama postuma con un accanimento maniacale, anche per

dimostrare al futuro lettore che ogni particolare è stato

accuratamente controllato. Il dettato è asciutto, fitto di

nomi, dati, cifre, persino di indicazioni geografiche e

topografiche. Naturalmente la pretesa oggettività del referto,

il racconto in terza persona, alla maniera di Cesare, non gli

impedisce di orchestrare il racconto-resoconto in modo da

accrescere i meriti, ingigantire le difficoltà e sfumare le

situazioni imbarazzanti". Per il lettore italiano, le dinamiche

della prima campagna d'Italia, che imposero all'attenzione

dell'Europa le doti militari del giovane generale corso,

costituiscono un ulteriore motivo di riflessione su un momento

cruciale della storia nazionale, che vide il primo annuncio dei

fermenti destinati ad animare la lunga stagione del

Risorgimento.