Recensione
Redazione, Linus, 01/03/2012

Non fumetti, un saggio

Non si tratta di fumetti, ma di un saggio. Neppure di un saggio sui fumetti, perché l’attenzione del porofessor ( di letteratura per l’infanzia all’università di Bologna) Antonio Faeti si appunta qui sugli illustratori italiani di libri per bambini : “figurinai”, li chiama. Esattamente quarant’anni fa la prima edizione di Guardare le figure e la prima recensione di Linus firmata da OdB ( intitolata Indispensabile e discutibile), oggi la ristampa con corposa introduzione datata fine 2011). Mi guarderò bene dall’esprimere giudizi in merito al libro, aggiungere la mia voce a quella di del Buono mi sembra pericolosamente immodesto. Però vale la pena di tornare a leggere la storia dei figurinai di Faeti, per due motivi. Il primo: l’articolo qui sopra tratta di un fumetto sulla vita di Emilio Salgari, e proprio ai disegnatori che illustravano i cibi esotici dello scrittore veronese è dedicato uno dei capitoli più interessanti. Ne “Il vero volto di Yanez de Gomena” si racconta del rapporto di stretta collaborazione instauratosi tra Salgari e uno dei suoi principali illustratori – Giuseppe Garuti, modenese dal nom de plume veneto: Pipein Gamba – e ancora dell’influenza che gli stessi illustratori esercitarono sulla scrittura salgariana. Il secondo: tra le tante riflessioni valide di Faeti , merita di essere ricordata quella che mette in netta contrapposizione l’antico figulinaio e il moderno cartoonist. Dal confronto fra i due modi di intendere la narrazione per immagini prende forma una vera frattura storica, capace di segnare il passaggio fra epoche diverse. Due dei molti motivi che hanno reso la lettura di Guardare le figure piacevole e interessante , anche per me che l’ho scoperto oggi per la prima volta - e ho formato la mia sensibilità culturale nei Duemila, non nei Settanta. Si vede che, tutto sommato, non è invecchiato male.