Recensione
Elisa Bonaventura, www.sololibri.net, 28/04/2012

Un insieme di saggi di diversi studiosi

’Italia ha una caratteristica peculiare, che la distingue in modo netto e deciso dagli altri Paesi industrializzati: qualsiasi tipo di dibattito che si instaura e che si propone all’opinione pubblica, sia esso di natura politica, filosofica, morale e religiosa, non riesce mai a nascere e a svilupparsi in maniera pacifica. Al contrario, qualsiasi tema vede ciascuno arroccato rigidamente sulle proprie posizioni, facilmente intuibili a priori e difese sino allo stremo, senza la minima possibilità di creare un punto comune, di incontro, di conciliazione. E si può tranquillamente affermare che la dialettica tra fede e ateismo, tra credenti e non credenti, si sia sviluppata, nel corso dei secoli, in un dibatto aspro e, per certi versi, violento. Da un lato, infatti, c’è il credente, con il suo bagaglio di conoscenze e tradizioni religiose, convinto di aver trovato la Verità e, per questo motivo, deciso a investigare il meno possibile sul perché dell’esistenza e sui drammi che l’affliggono. Dal lato opposto, invece, c’è il non credente, che può essere ateo (che nega l’esistenza di Dio) e l’agnostico (il quale afferma di non potersi pronunciare né sull’esistenza né, viceversa, sulla non esistenza di un Dio). Questa categoria di persone ha sempre guardato la fede come un insieme di tradizioni oscurantiste, che cercano in tutti i modi di ostacolare il libero pensiero, la speculazione filosofica e la ricerca scientifica indiscriminata.

Se questo dibattito era sicuramente in voga ai tempi di Giordano Bruno e, poi, di Galileo, ciò non significa che esso sia stato abbandonato nei secoli successivi. Tuttavia, recentemente tale dialettica è stata rivalorizzata e, da un certo punto di vista, stravolta. E’ infatti opera del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, un’iniziativa culturalmente coinvolgente e, soprattutto, nuova nel panorama contemporaneo: il Cortile dei Gentili, nome che evoca lo spazio del tempio di Gerusalemme in cui avevano libero accesso i pagani, i non ebrei. L’iniziativa si è concretizzata in una serie di incontri tenuti nelle più prestigiose università europee. Obiettivo: stimolare il dialogo tra credenti e non credenti non solo sul tema specifico della fede, ma sugli argomenti più disparati, di grande interesse per il mondo contemporaneo: la salvaguardia del pianeta, la questione della laicità, la riflessione critica sul nichilismo. Ecco perché il libro che raccoglie i primi frutti fecondi dell’iniziativa porta il titolo “Credenti e non credenti di fronte al mondo di oggi”.

Il testo è formato da un insieme di saggi composti da diversi studiosi, ognuno dei quali porta con sé un bagaglio culturale differente e, soprattutto, si inserisce in un ben preciso orizzonte tematico. Oltre al saggio del cardinale Ravasi, intenso e quasi commovente, soprattutto nel momento in cui il cardinale tenta di spiegare il suo orizzonte di fede, all’interno del libro si può trovare un saggio di Massimo Cacciari, professore all’università San Raffaele di Milano, Augusto Barbera, giurista e ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Bologna, Vincenzo Balzani, chimico, e così via. Intellettuali, come si diceva, profondamente distanti tra loro, ma accumunati da un unico, nobile scopo: abbattere le barriere secolari che ostacolano un confronto costruttivo fra credenti e non, creare un dialogo laico che si nutra di entrambe le culture, quella cristiana e quella razionalista, e sappia generare dei contenuti positivi, dei punti in comune, una visione complessiva della vita umana che tenga conto di entrambe queste correnti di pensiero.

Si tratta di un libro per chi, pur credendo in Dio, non ha smesso di farsi domande circa il senso dell’esistenza e ama confrontarsi soprattutto con chi la pensa diversamente, ama interrogarsi continuamente sulle proprie verità di fede. Ed è pure un libro per chi, pur rigettando l’idea dell’esistenza di un Dio, continua, incessantemente, a cercare un senso alla propria esistenza che vada oltre la fisica materialità ed è aperto a quegli ideali di giustizia, uguaglianza e fratellanza tipici del Cristianesimo. La lettura dei saggi non è agevole. Anche se i contenuti sono interessanti e coinvolgenti, i testi e il linguaggio presentano una struttura accademica, per certi versi universitaria. Ecco perché sarebbe opportuno, per comprenderli al meglio, possedere una solida base filosofica.