Recensione
Walter Fochesato, Andersen n. 289, 01/02/2012

Nel segno di Aurélia

I giochi e le sorprese, le stagioni e il tempo, l’avventura e la natura, il ricordo e il sogno, gli affetti e la morte, la crescita e il succedersi delle generazioni. Tutto fluisce ora pacato e solenne, ora rischioso e tempestoso in questo magnifico albo in grande formato oblungo e di straordinaria, vivissima intensità poetica. Il nonno, presenza ormai lontana e forse sfumata, ma ben presente nella cameretta del bambino dove diventa una presenza costante e rasserenante che apre le porte al mondo e alla riflessione su di sé. Mentre il ruscello diventa via via sempre più forte e impetuoso, si trasforma in fiume e mare e lascia le sue tracce nel cuore del bimbo che fattosi uomo e padre, è pronto a regalare, anche lui, un ruscello . Le tavole della Fronty, già ben presente nel catalogo della case editrice romana, mostrano una bellezza nitida, e la tempo stesso, cangiante , dove il segno fitto e preciso cela una miriade di piccoli , insistiti particolari capaci di arricchire un testo sì breve, ma denso di suggestioni ed emozioni. C’è nella Fronty una propensione decorativa che lascia ben pochi spazi sulla pagina, ma evita altresì ogni horror vacui o ogni caduta, pur facile, nel lezioso. Ogni sasso, foglia, pesce, insetto, onda, rana, uccello e quant’altro viene reso con esattezza lenticolare ma aperta alla metamorfosi.