Recensione
Angelo D'Orsi, La Stampa, 01/04/2012

Il quaderno mancante, spy story non storia

Replicando il 30 marzo al mio articolo del 15 marzo, Franco Lo Piparo non trova di meglio che riassumere il suo libro. Non riassumerò il mio articolo, ma non posso non ribadire che quel libro ( Gramsci e i due carceri ), tutto è tranne che storia. Lo si può leggere come un interessante saggio psicanalitico, o un piacevole racconto spionistico; lo storico fa un altro mestiere. La sua attività parte da una domanda, che poi deve ancorarsi a documenti, a «prove», che ciascun studioso poi dovrà opportunamente «trattare», interrogare, far parlare, insomma, e infine, sulla base della sua capacità di interpretare e connettere fatti e fonti, individui e contesti, esprimere anche giudizi e valutazioni. Nel libro di Lo Piparo c’è invece una sorta di pseudostoriografia ipotetica, che prescinde dai documenti, e vuole «dimostrare» una tesi a priori (il Quaderno rubato, Gramsci che abiura il comunismo), peraltro già da tempo espunta dai «gramsciologi» più informati, invece che «mostrare» quel che realmente è accaduto.