Recensione
Claudio Visentin, Azione. Settimanale della Cooperativa Migros-Ticino, 20/03/2012

Cape Cod. Quasi l'Oriente d'America

«Siccome desideravo vedere, meglio di quanto avessi fatto prima, l’oceano, che, a quanto ci dicono, copre più dei due terzi del globo, ma del quale un uomo che vive poche miglia nell’entroterra potrebbe non aver mai visto neppure una traccia, o aver visto meno di ogni altro posto al mondo, andai a visitare Cape Cod nell’ottobre del 1849…» Thoreau superstar. Non cessa lo scandalo di un pensatore che si ritrae dal mondo per riscoprire la perfetta autosufficienza, che vive per due anni in una casa nel bosco costruita con le proprie mani, che sostiene con convinzione che l’esistenza basta appena per conoscere i dintorni di casa propria, e diventa poi il modello per una generazione di viaggiatori e camminatori anche su lunga distanza (per es. www.compagniadeicammini.it). A dire il vero almeno un viaggio importante c’è anche nella biografia di Henry David Thoreau, ed è quello a Cape Cod, dove fu per tre volte tra il 1849 e il 1855. Naturalmente anche questo è un viaggio compiuto a modo suo, a piedi e in diligenza, con soste, riflessioni, digressioni. Cape Cod è il volto meno noto dell’America, contrapposto alla California dei pionieri.CapeCod è l’oriente di un grande Paese costruito sull’espansione a occidente, il Far West appunto. Ma Cape Cod racconta anche dell’oceano ventoso, di naufragi, di una natura ostile (o meglio indifferente) che i Padri Pellegrini sfidarono nell’impresa di «inventare» una nazione. Un luogo dove riscoprire l’identità americana ma anche dimenticarla: «Il tempo per visitare questo posto è durante una tempesta d’autunno o d’inverno; un faro o una baracca di pescatori, l’alloggio migliore. Un uomo può starsene lì e gettarsi tutta l’America dietro le spalle».