Recensione
Matteo Fantuzzi, La Voce di Romagna, 31/05/2010

L'esordio nella poesia di Guido Mazzoni

L'esordio nella Poesia di Guido Mazzoni ha lasciato un poco di stupore rapidamente sostituito da una profonda ammirazione per l'opera: non che fosse uno sconosciuto, anzi, ma dopo la sua apparizione nel 1992 all'interno del Terzo Quaderno di Poesia Contemporanea curato da Franco Buffoni, l'attività di questo autore nato nel 1967 e oggi docente di Letteratura presso l'Università di Siena si era concentrato sull'ambito saggistico e accademico. Questo libro inserisce così l'autore all'interno di quella piccola cifra di poeti nati negli anni Sessanta che sono in grado in qualche modo di condizionare le generazioni, di imporre una cifra e un modo di condurre il verso, accade ad esempio per Antonio Riccardi, si può riscontrare in Davide Rondoni o Giancarlo Sissa senza dimenticare Maria Grazia Calandrone. Per tutti questi vale la capacità di segnare, di imprimere, di non lasciar diventare una lettura come qualcosa di inconsistente. I mondi nei quali lavora Mazzoni sono densi e vivi, premono, obbligano a riflettere, pulsano con una tale urgenza da riconsegnarci tutta la necessità della Poesia. E a tutto questo si unisce un verso pieno, la capacità di non far distogliere mai l'attenzione, di non consegnare cadute ma di rendere ogni parola tale da essere vissuta, parlare utilizzando anche ampi inserti narrativi oltre che di prosa poetica in qualche modo (in un confine sempre più labile, come attualmente da diverse parti stiamo osservando) insomma consentono di far fronte a quella necessità di ritornare “popolare” che la Poesia proprio con la generazione di Mazzoni ha riscoperto essere esigenza irrinunciabile. Il fascino di questo lavoro sta nella capacità di cercare la profondità, di non sottrarsi all'infinito potenziale della parola, di non accontentarsi come non si dovrebbe appunto mai fare, al costo di esordire 43enni in un mondo dove sembra che solo giovani e giovanissimi possano esistere e che invece sa ancora dare alle stampe prove di profondità di cui decisamente abbiamo bisogno per sopravvivere all'interno di un sistema troppo legato ai confronti anche editoriali con l'imparagonabile mondo della narrativa.