Recensione
Bruno Gravagnuolo, L'Unità, 29/02/2012

Giochini sull'eroico Gramsci

L’onore di Gramsci. Offeso da letture pruriginose, scandalistiche, inverosimili. Come nel caso del Gramsci di Lo Piparo, che sarebbe uscito dal comunismo e di cui il “carceriere” Togliatti avrebbe nascosto un quaderno eretico (socialdemocratico!). O del giovane Gramsci interventista, sul quale ha ricamato Veneziani, a partire ( e fraintendendolo) da un saggio di Leonardo Rapone. Ecco ora la bufala del Gramsci “ravveduto” a firma di Dario Biocca su Nuova Storia Contemporanea. A cui dà spazio acritico Repubblica, senza se e senza ma! La prova del ravvedimento starebbe nell’istanza di Gramsci a Mussolini del 24 settembre 1934. Nella quale il prigioniero si appellava all’articolo176 del Codice Rocco che stabiliva i benefici della libertà condizionale per buona condotta e comportamento tale da far ritenere sicuro il ravvedimento. Bene, il “ravvedimento” nel codice fascista esisteva solo a discrezione di chi concedeva il beneficio, e non richiedeva atti positivi e misurabili o auto-emendativi. Né impegni scritti. E la libertà condizionale non era diritto soggettivo, né possibilità espiativa, come nel Codice Zanardelli. E come sarà, in condizioni date, con la Legge 1634 del 1962, che emendava l’art. 176 del 1931. Bensì era una podestà del giudice, in coerenza con una concezione poliziesca, fondata su premi e punizioni. In tale frangente, e in preda a drammatiche condizioni di salute (emottisi, tubercolosi, arteriosclerosi e attacchi psicotici) Gramsci usa l’art. 176, adducendo altresì ‘ragioni di salute’ , oltre all’implicita ( e coatta) buona condotta carceraria: per por fine alla situazione di piantonato e poter sopravvivere. Respingendo tutte le pressioni e senza abiure. Solo con l’ impegno a non far politica nell’ospedale di Formia…..Nessun compromesso quindi: puro e lucido eroismo. Mentre vergava tra gli stenti quei dirompenti Quaderni….