Recensione
Dario Olivero, La Repubblica, 01/02/2012

Rotta su Cape Cod, così Thoreau si lasciò l'America alle spalle

"Ero contento di essermi allontanato dai centri abitati, dove finisco per sentirmi cattivo e ignobile, di essermi lasciato alle spalle i bar del Massachussets, dove uomini grandi e grossi non riescono a svezzarsi da rozze e vergognose abitudini, e continuano a succhiare sigari. Gli dei sarebbero grati di vedere qualche pura fiamma levarsi dai loro altari. Non basta il fumo di sigaro a rabbonirli." Henry David Thoreau negli stessi anni in cui va a vivere nei boschi e scrive Walden, cambiando in un colpo solo filosofia e letteratura americana, fa tre viaggi a Cape Cod, la penisola più avanzata dell'Atlantico, "un braccio nudo e piegato" a protezione del Massachussets, "in posizione di guardia come un pugile" da cui si può guardare l'oceano e "lasciarsi alle spalle l'America". I suoi appunti diventano una serie di conferenze ( si guadagnava da vivere raccontando la sua visione del mondo) e ora sono un libro, Cape Cod, nel quale l'editore ha aggiunto una decina di dipinti di Edward Hopper stabilendo una relazione sintagmatica tra luoghi, scrittore e pittore. Vi si trovano capitani di marina in pensione, pastori infuocati discendenti dei padri pellegrini, signore ben conservate come frutta secca e i loro mariti conservati sotto spirito. Digressioni sulla storia patria che non dovettero riscuotere grande popolarità quando Thoreau li leggeva in pubblico come quella sui padri fondatori che presero la terra che non era di nessuno: "So bene che se si possiede una cosa ingiustamente, alla fine si dovranno fare i conti col diavolo".