Recensione
fr.fa., La Sentinella del Canavese, 12/01/2012

Alice Fumero traduce nella stagione Kite, BioIndustry Park

Il miracolo scippato" è il titolo del libro di Marco Pivato uscito per i tipi dell'editore Donzelli, che Alice Fumero è riuscita a tradurre in un affollato quanto apprezzato incontro con l'autore nell'ambito della sua stagione Kite, BioIndustry Park. Stagione che sta per ricominciare con sei nuovi appuntamenti. Il primo giovedì 19, ore 18, con “Il male: fascino e scienza di una forza oscura”.

Quanto al libro di Pivato, Fumero ha scelto, come sottotitolo del pomeriggio "Le quattro occasioni sprecate della scienza italiana negli anni Sessanta", che si fa ancora più intrigante quando si scopre che tali occasioni sono la divisione calcolatori elettronici dell’Olivetti, l’Agip di Enrico Mattei, il Comitato nazionale per l’energia nucleare (Cnen) di Felice Ippolito e l’Istituto superiore di sanità di Domenico Marotta, tutt'e quattro autentici poli di eccellenza scientifico-tecnologici invidiati dal mondo intero.

Sembra incredibile, oggi, con innovazione e ricerca pressochè azzerate, che ci possa essere stato un tempo in cui l'Italia non aveva nulla da invidiare agli altri Paesi in ben quattro settori strategici, informatico, petrolifero, nucleare e medico, considerati, anzi, dei modelli: «Quattro incubatrici di un modello di sviluppo economico e sociale basato sulla ricerca scientifica - sottolinea Pivato - gettate alle ortiche tra le faide politiche interne e le pressioni e i sabotaggi internazionali in piena guerra fredda». Il pubblico ascolta Marco Pivato che indaga e ricostruisce la storia delle quattro esperienze promettenti e all'avanguardia eppure smantellate a tempo di record e spiega perché ciascuna sia fallita. Ad interessare gli spettatori in modo particolare è ovviamente il “caso” olivettiano.

«Olivetti era uomo di industria e imprenditore illuminato che oggi, in mezzo alla voragine politica ed economica, si sta rimpiangendo: è infatti aumentato l'interesse verso la sua figura, come confermano i molti recenti articoli apparsi sulla stampa nazionale, il libro-fumetto di Marco Peroni e Riccardo Cecchetti e il documentario di Michele Fasano". "Olivetti -evidenzia Pivato- ora e' rimpianto ma allora era ostacolato. Era totalmente fuori dagli schemi allora in voga. Aveva costruito biblioteche consultabili nelle ore di lavoro dagli operai, asili nido vicino alle filiali affinchè le operaie potessero avere i figli vicino, teneva concerti, conferenze, iniziative culturali. E con queste scelte motivava operai, incentivava la produzione ed era un marchio made in Italy vincente, dal fatturato enorme e con filiali in mezzo mondo».

«Olivetti non piaceva - conclude Pivato - perchè non capito ed era non capito perchè aveva idee un secolo avanti. Avanti anche per oggi. E proprio oggi nel totale disorientamento politico ed economico, è con ragione che si può pensare a Olivetti come modello validissimo, certamente “oltre” rispetto a questi personaggi politici lontani anni luce dalla sua statura e lungimiranza». (fr.fa.)