Recensione
Gian Domenico Iachini, www.europaquotidiano.it, 24/11/2011

L'avventura di Sempé al New Yorker

Uno dei più celebri illustratori e artisti umoristici contemporanei torna ad allietare il pubblico con il libro Sempé a New York. Dopo le avventure disegnate del Piccolo Nicolas, personaggio della letteratura per ragazzi nato dalla fantasia di René Goscinny, la casa editrice Donzelli manda in stampa un’affascinante raccolta del centinaio di lavori che Jean-Jacques Sempé ha realizzato nel corso della sua carriera per le copertine del prestigioso settimanale The New Yorker, la rivista forse più nota al mondo per la sua storia di raffinata qualità artistica e letteraria. Per quanto un’istituzione della Grande Mela, il New Yorker da più di mezzo secolo è un punto di riferimento culturale internazionale e un privilegiato luogo d’incontro per scrittori e disegnatori dal talento eccezionale, che puntualmente porta nelle case, non soltanto degli americani, commenti e notizie, inchieste o racconti, da sempre introdotti da una copertina illustrata e accompagnati all’interno dai disegni umoristici dei migliori autori in circolazione. Nato a Bordeaux nel 1932, anche quando era ormai un nome nel mondo dell’illustrazione francese, grazie al lavoro per i giornali e alla pubblicazione di numerose opere personali sotto forma di album, Sempé continuava a rimanere incantato dal mondo sofisticato che il New Yorker ai suoi occhi emanava, allo stesso modo di quando lo aveva scoperto da giovanissimo. Un fascino che se da un lato sembrava intimorirlo al pensiero di poterci un giorno collaborare, dall’altro non poteva che stimolarne i sogni. Il sodalizio con la storica testata avrebbe preso il via quasi per caso solo nell’agosto del 1978, data in cui l’artista firmava una copertina per la prima volta. In una semplice tavola ritraeva una sorta di solitario piccione con la testa calva di un uomo di mezza età, tristemente appollaiato in giacca e cravatta su una delle tante finestre della spoglia facciata di un grande palazzo moderno. L’esordio raccolse subito i favori del pubblico, viste le decine di lettere che arrivarono chiedendo di voler comprare l’originale. Era l’inizio di una straordinaria avventura che portò la vita della celebre metropoli, brulicante di folla e di grattacieli, sotto la lente del suo personalissimo humor, della leggerezza della sua linea e dei suoi acquerelli, con cui dare forma a quelli che lo stesso Sempé, nella lunga intervista che introduce il volume, ricorda come qualcosa di simile a «documentari, rapidissimi, molto fugaci, su quello che viene chiamato comportamento umano, o angoscia umana, o paura esistenziale, o timore esistenziale. Proprio così».